8 Luglio 2011

Minghetti: troppe classi Due verranno assorbite

AL LICEO classico Minghetti calano le classi ma non gli studenti. Come ogni anno l’ istituto si prepara a smistare una quinta ginnasio estratta a sorte tra le altre classi. Peccato che quest’ anno le classi da smembrare e ridistribuire siano due. Non serve la matematica per capire che il disagio sarà doppio. I rappresentanti dei genitori delle classi coinvolte sono già sul piede di guerra, «preoccupati per l’ ipotesi di ridurre a 7 prime liceo le attuali 9 quinte ginnasio», si legge in una lettera indirizzata ai dirigenti scolastici. La ridistribuzione delle quinte ginnasio non è nuova al Minghetti; tuttavia se fino all’ anno scorso si ha riguardato solo una ventina di alunni, questa volta coinvolgerà ben 50 studenti. Alla base della ‘ consuetudine’ , l’ attribuzione dell’ organico di diritto dall’ Ufficio scolastico regionale che, in base al rapporto tra insegnanti e alunni, determina ogni anno il numero di classi per ogni istituto, a iscrizioni già avvenute. Lo smistamento di routine di una classe in eccesso, per il Minghetti quest’ anno non sarà così semplice. «LA SOPPRESSIONE di una quinta – continua la lettera dei rappresentanti dei genitori – è un momento difficile e porta sempre con sé problemi dal punto di vista pedagogico e psicologico, ma eliminare addirittura due quinte avrebbe anche altre conseguenze: classi numerosissime, aule affollate, difficoltà didattiche, disgregazione dei consigli di classe». Passando da nove classi, composte da circa 23 studenti, a sette si creeranno sezioni da 28-29 alunni, un chiaro sovraffollamento delle aule che potrebbe determinare problemi per la sicurezza. LO STESSO Consiglio di Istituto ha segnalato la sua opposizione alla disgregazione di due classi, in un ordine del giorno approvato all’ unanimità, in cui si legge: «Le due sedi del liceo, edifici storici con ambienti di limitate dimensioni, non dispongono di un numero sufficiente di aule, che nelle previsioni sarebbero formate da più di 25 studenti». Quest’ ultimo è il limite massimo imposto da un decreto del Ministero dell’ Interno (norme di prevenzione incendi per l’ edilizia scolastica) che contrasta apertamente con l’ atto della formazione delle classi dell’ istituzione scolastica, a cui i dirigenti devono però attenersi, andando incontro al rischio di sanzioni per la mancata sicurezza. IN QUESTO frangente di disagio e confusione legislativa, il Consiglio di Istituto «si mobiliterà presso le autorità competenti per salvaguardare le condizioni di sicurezza», anche in virtù della «recente sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha deciso favorevolmente in merito alla class action promossa dal Codacons contro la formazione di classi con più di 25 alunni». La speranza è che l’ Ufficio scolastico regionale compensi, con l’ assegnazione di un organico di fatto, il rapporto tra insegnanti e alunni, riportando la partizione e la composizione delle classi alla normalità.
 

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