1 Luglio 2011

Truffa delle quote latte Pene più severe ai Cobas

Truffa delle quote latte Pene più severe ai Cobas
 

 «Un’ associazione a delinquiere che truffava lo Stato e l’ Unione europea». Così la Corte d’ Appello di Torino che ieri pomeriggio ha emesso la sentenza di secondo grado che aggrava quella pronunciata dal Tribunale di Saluzzo il 15 luglio 2009. Due anni fa i giudici avevano riconosciuto la truffa per cifre che raggiungono i 240 milioni di euro, ma avevano deciso che non c’ era un’ organizzazione alle spalle che coordinava i comportamenti illeciti. In Appello i magistrati hanno riscontrato una «regia» da parte dei vertici del sistema-cobas che portava a comportamenti truffaldini: Giovanni Robusti, ex europarlamente della Lega, di Cremona, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi (3 anni e 6 mesi in primo grado), Antonino Bedino, leader saluzzese degli splafonatori, Francesco Robasto e Denis Maero, produttori di latte, hanno ricevuto pene di 2 anni e 9 mesi (a Saluzzo rispettivamante 1 anno ed 1 anno e un mese). Cristina Maestri, commercialista di Viadana (Cr), segretaria della cooperativa Savoia, era stata assolta a Saluzzo ed è invece stata ritenuta colpevole dai magistrati torinesi. Per lei la condanna ad 1 anno e 6 mesi (con la condizionale). Erano 55 gli imputati in secondo grado. Ventidue le condanne. La Corte, infatti, ha ritenuto prescrittte le truffe prima della fine del 2003 e quindi 33 produttori di latte sono stati prosciolti. Il dispositivo sarà depositato entro 90 giorni. «Robusti non mi ha fatto commenti – dice il suo avvocato Catia Salvalaggio di Treviso perchè vuole prima leggere le motivazioni. Andremo Cassazione. La decisione dei giudici mi ha sorpreso molto perchè ritenevo probabile una riforma della sentenza in senso opposto». «Le nostre convinzioni non sono mutate – precisano Alessandra Piano e Paolo Botasso, del Foro di Saluzzo, difensori di diversi cobas -: non c’ era nessuna truffa e tutte le attività degli allevatori nelle stalle venivano sempre svolte con totale trasparenza. Oggi ci sono 70 procure che stanno indagando su chi ha aggiratto davvero il sistema delle quote e speriamo che prima o poi i conti tornino e chi deve pagare paghi. Vedremo in Cassazione». La Corte d’ Appello ha disposto il pagamento dei danni alle parti civili, da quantificare in separato giudizio. Le parti offese sono Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Confcooperative e anche il Codacons che era stato escluso in primo grado. Non c’ è più la Regione che ha ritirato la costituzione in Appello. «La legalità vince – dice Maria Grazia Pellerino, avvocato delle associazioni di categoria – E’ un’ affermazione per chi crede che le regole vadano rispettate e per chi crede che il denaro pubblico appartenga a tutti». «Apprendo positivamente che la Corte ha emesso una sentenza puntale e rigorosa contro chi deliberatamente e ostinatamente ha posto in essere condotte contro la legge», commenta Teresio Delfino, deputato Udc. Claudio Sacchetto, assessore regionale all’ Agricoltura: «Non commento le sentenze. Per la Regione non cambia niente e sarà sempre possibile rivalersi di eventuali danni in sede civile». Per Antonio Bedino Francesco Robasto e Denis Maero due anni e 9 mesi.
 

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