Benzina, ecco la mappa dei rincari “Una stangata da 60 euro ad auto”
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fonte:
- La Provincia di Varese
Da oggi ulteriori rialzi. Rabbia dei varesini nei distributori: «Torniamo in Svizzera»
Il pieno sarà un vero e proprio salasso per i varesiniBenzina in impennata libera e i varesini si rivoltano contro l’ennesima stangata. Ma non tutti. Qualcuno, a mali estremi, ha preferito elvetici rimedi. «Io in tutta onestà non mi pongo più il problema – commenta Elena Santinelli mentre zucchera il caffè in piazza Monte Grappa – Non mi funziona la carta sconto e, continuando a chiamare, non mi rispondeva nessuno. Visto che mi sono veramente rotta le scatole da un po’ va mio marito a far benzina in Svizzera». Difficile darle torto. L’ultima evoluzione dei prezzi per un litro di carburante alla pompa, tanto per cambiare al rialzo, hanno portato a un rincaro medio di 5 centesimi. Del resto scorrere i tabelloni esposti uno dopo l’altro in via Sanvito, la via del rifornimento varesino per eccellenza, è tutt’altro che confortante.
Prendendo i prezzi del fai da te ieri il più economico risultava di gran lunga l’Agip, unico sotto quota 1 euro e 50 con 1,483 euro al litro. Arrivano poi Shell, 1,519 euro al litro (1,404 il diesel). Erg segue con 1,535 (1,423 il gasolio), poi Esso che espone 1,549 (gasolio 1,440), Ip 1,550 (gasolio 1,431), Esso 1,549 (gasolio 1,440), Q8 1,554 (gasolio 1,434). Secondo le stime provvisorie dell’Istat, il tasso d’inflazione annuo a giugno é ulteriormente salito, passando dal 2,6% di maggio al 2,7%, il tasso tendenziale più alto dal novembre 2008.
Sull’accelerazione pesa il rialzo dei prezzi per i servizi relativi ai trasporti (+6,2%), un settore chiave per l’andamento dell’inflazione. Il Codacons intanto prende atto e tira le somme: «La stangata complessiva inciderà per 60 euro ad autovettura su base annua». E il responsabile, per l’associazione consumeristica, «ha un nome e un cognome: si chiama Governo italiano». E’ infatti il Governo, come sottolinea il Codacons, che «ha deciso di guadagnare dall’aumento del prezzo della benzina e per questo che non vara la riforme per liberalizzare il settore». La situazione andrà aggravandosi da oggi, con l’entrata in vigore degli ultimi aumenti per finanziare il fondo unico dello spettacolo che si aggiungono a quelli già presenti per fronteggiare l’emergenza immigrati. Mentre le associazioni scagliano parole contro il governo mal digerendo le decisioni dall’alto a spese della gente, la gente ai distributori invece mugugna rabbiosa ma si rassegna all’unica delle soluzioni possibili: pagare le altrui scelte di tasca propria.
«Cosa dovrei dire? Che spendo più di prima? E’ inutile lamentarsi – dice Alessandro Sandrone – come sempre in questo paese dobbiamo pagare. Mi spiace solo avere poco tempo, altrimenti andrei a fare il pieno solo al Gaggiolo». La sfiducia viene aggravata dal mancato funzionamento di molte Crs che dovrebbero funzionare da carta sconto: «Siccome non mi funziona – dice Antonella Scopelliti – e siccome sono andata ad abitare a Comerio faccio il pieno quando mi capita di andare in Svizzera». Beffa nella beffa: non si può neppure ripiegare sul metano poiché l’unico distributore in città non è ancora attivo.
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