30 Giugno 2011

Giorgio Fidenato inizia a combattere in Tribunale

Giorgio Fidenato inizia a combattere in Tribunale, da imputato, la sua «battaglia di principio». Il processo per la semina non autorizzata del mais Ogm, avvenuta nella primavera 2010 a Fanna e Vivaro, ieri è entrato nel vivo confermando il capo di imputazione e spostando l’attenzione sul problema della commistione, piuttosto che restare ancorato alla questione prettamente giuridica della carenza di autorizzazione contestata. Obiettivo delle parti civili, infatti, è dimostrare che lo stop agli Ogm è legato proprio al pericolo di contaminazione.
      L’accusa – in aula il vpo Carlo Anzil – ha chiamato a testimoniare carabinieri e forestali che sequestrarono i terreni di Fidenato e si occuparono delle campionature di mais; i funzionari dell’Ersa che gestirono il caso e il 3 agosto 2010 analizzarono un centinaio di pannocchie; infine, il perito della Procura, Serena Varotto (Università di Padova), che ha riferito sulle analisi, ma anche sulle commistioni. Che a Fanna e Vivaro ci fosse il Mon810 nessun dubbio, lo stesso Fidenato lo ha sempre dichiarato. L’esperta ha però escluso danni per la salute, per l’ambiente e ha sottolineato la difficoltà degli accertamenti sulle contaminazioni, difficili da dimostrare dal punto di vista scientifico, proprio perchè potrebbero derivare anche dal mais tradizionale, per il quale è consentita una soglia di tolleranza dello 0,9%.
      Ma su questo punto le parti civili non cederanno. Non molla la Coldiretti, che attraverso l’avvocato Sergio Gerin ha fatto ammettere dal giudice Rodolfo Piccin, per la prossima udienza, tre dei sei testi in lista. Non cederanno nè Provincia (avvocato Andrea Del Col) nè Regione (avvocato Mauro Cossina). Anche Slow food potrà far parlare i propri consulenti. Chiude il cerchio delle parti civili il Codacons regionale e nazionale, ieri rappresentato dall’avvocato Alessandro Magaraci.
      Il legale di Fidenato – Francesco Longo – mira a dimostrare che la commistione Omg è sempre stata sotto la soglia portando il Tribunale addirittura il ministro Giancarlo Galan, affinchè riferisca sulle analisi pubbliche, quelle commissionate dalla Procura all’istituto di Fermo. «Fu Galan – spiega Fidenato, ieri arrivato in ritardo perchè era in collegamento con "Uno Mattina" sulla Rai – a uscire con l’affermazione che non c’era contaminazione, se non per 15 campioni, ma entro il limite».
      © riproduzione riservata
 

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