30 Giugno 2011

Il Codacons darà battaglia al Consorzio di Bonifica

Il Codacons darà battaglia al Consorzio di Bonifica
 

-FUCECCHIO- CON gli ulteriori tagli in arrivo anche per gli enti locali, per effetto della manovra finanziaria del governo, le previsioni in tema di imposte comunali sono poco edificanti. Per di piu’ sono già state ritoccate anche quest’ anno quelle per mensa e trasporto scolastico, con l’ addizionale Irpef già al massimo e l’ Ici sulla quale sono già state ridotte le detrazioni aumentando poi dal 6,75 al 7 per mille l’ imposta sugli immobili ad uso produttivo e dal 6,25 al 7 quella sulle seconde case, anche se affittate. E che dire della Tia lievitata nel 2011 del dieci per cento e che aumenterà prossimamente, malgrado l’ ottimo risultato della raccolta differenziata, fino al 30? E delle bollette per i servizi erogati dalle società partecipate? Cosi’ , a questo punto, non resta che cercare di ridurre le esazioni "inutili", come quella sui Consorzi di Bonifica, vero e proprio cavallo di battaglia dell’ opposizione che trova qui non pochi contribuenti pronti ad avvalersi dei legali di Codacons per contestare la tassazione a pioggia ma non dovuta quando le singole proprietà non traggano beneficio dagli eventuali interventi consortili. E’ storia antica quella della rivolta dei "tartassati" dalle bollette di un organismo che dovrebbe regimare le acque di superficie nell’ area palustre e che riscuote, invece, il suo balzello anche da quei proprietari d’ immobili e di terreni che col Padule non hanno nulla a che fare, mentre i presunti interventi su altre aree, tutti da dimostrare, si sovrappongono a quelli degli enti deputati per legge allo stesso compito. Clamoroso cio’ che è accaduto nell’ area del Rio Vallebuia, a Botteghe, dove i proprietari di abitazioni finite sott’ acqua per l’ esondazione dell’ autunno scorso hanno avviato, con Codacons, un’ azione di rivalsa per la mancata messa in sicurezza della zona malgrado avessero pagato le bollette a questo scopo. Anche a San Pierino il Consorzio della Valdera riscuote una tassa a fronte di una situazione, come quella del Rio di Macone, mai risolta. L’ imposta per di piu’ è discutibile anche perché pone solo a carico di alcune categorie, come i proprietari, una regimazione del territorio che dovrebbe essere un onere di tutti, affermano gli esponenti d’ opposizione. Senza contare che il riferimento al catasto che sconta gravissimi arretrati è causa di grossolani errori oltre che di sperequazioni per le piccole proprietà poste in zone marginali e svantaggiate, con conseguenti contestazioni e disagi per la gente. Inoltre a Fucecchio, malgrado le bollette, per gli interventi sul Rio fra la via Pisana e via Burello, l’ amministrazione comunale è intervenuta con un finanziamento di 43.200 euro su una spesa complessiva di 53.200. Cosa significa tutto questo? Che le bollette del Consorzio sono state pagate per nulla, o solo per tenerne in piedi per lo piu’ l’ apparato burocratico, tanto che il comune ha dovuto addossarsi oltre l’ 80 per cento dell’ intervento?
 

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