Accise, col doppio rialzo benzina a 1,59 euro
ROMA Con l’ estate arrivano i rincari sui carburanti. A portarli è un doppio aumento in tre giorni delle accise che, secondo i consumatori, graverà sugli automobilisti per 488 euro in un anno. Già ieri, con il rincaro delle accise di 4 centesimi al litro su benzina e gasolio deciso dal Governo per fronteggiare l’ emergenza immigrati, la benzina è arrivata a 1,59 euro al litro. Domani scatterà il secondo aumento dell’ imposta destinato a sostenere il Fus, Fondo unico per lo spettacolo. Il rincaro delle accise di 4 centesimi per l’ emergenza immigrati, in vigore da martedì e resterà per tutto il 2011, è stato recepito ieri mattina da tutte le compagnie, che hanno aumentato i prezzi raccomandati di verde e gasolio di 4,8 centesimi al litro, con l’ eccezione Tamoil e TotalErg (rispettivamente di +4 e +3,8 centesimi). Domani le accise dei due prodotti saliranno di altri 0,19 centesimi al litro, con lo scattare della fase due dell’ aumento modulare deciso dal gpverno con il decreto omnibus per finanziare il Fus. L’ effetto accise fa volare la benzina a sopra quota 1,59 euro al litro, interrompendo l’ ondata di ribassi dei giorni scorsi: secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia, la verde oscillava ieri tra 1,576 euro al litro di Eni e 1,593 di Shell. Per il gasolio invece si passa dall’ 1,455 euro di Eni all’ 1,479 di Shell. Il Gpl era tra 0,740 euro di Eni e 0,756 di Shell. Insorgono le associazioni dei consumatori, che accusano il governo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Adusbef e Federconsumatori calcolano che, considerato il doppio aumento delle accise (dal primo luglio l’ imposta arriverà a 61,3 centesimi al litro, +6 centesimi al litro tra accise e Iva), i cittadini pagheranno rispetto all’ anno scorso 488 euro in più tra costi diretti e indiretti. «Siamo all’ inverosimile», hanno commentato le due associazioni, denunciando che la manovra in via di approvazione è una misura «rovinosa imposta dall’ aumento incredibile della tassazione sui carburanti». Il Codacons parla di «stangata senza precedenti» e calcola che l’ aumento delle accise per fronteggiare la questione immigrati si traduce in maggiori costi per 57 euro ad auto su base annua. «Una scelta sciagurata che viola la promessa elettorale di non aumentare le tasse e che colpisce indiscriminatamente i già tartassati automobilisti».
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