30 Giugno 2011

Manovra, tassate le auto e la finanza

Manovra, tassate le auto e la finanza
 

ROMA. «Siamo l’ unico governo europeo che non ha messo le mani nelle tasche dei cittadini», ha detto ieri il ministro Giancarlo Galan. Difficile farlo credere a quegli italiani che cominciano a fare i conti su quanto peserà la manovra economica che oggi arriva al varo del consiglio dei ministri. Aumenti e tagli che alla fine trasformeranno la manovra "light", come la chiama il governo, in una stangata sulle famiglie. Nelle pieghe della bozza presentata dal ministro Tremonti spuntano ora nuovi balzelli. Come la tassa sui Suv e sulle auto oltre i 125 chilowatt, l’ imposta di bollo sulla Borsa e la tassa del 35% sul trading delle banche. C’ è un regalo, per la Lega: la sospensione della riscossione coattiva delle multe sulle quote latte. Ad essere colpito è il ceto medio. Lo affermano non solo le stime, a dire il vero assai variabili, messe a punto da tutte le associazioni dei consumatori, ma anche dalle tre sigle che rappresentano i manager privati e i dirigenti pubblici. Il segno è univoco: le misure di austerità previste già per quest’ anno, quando la manovra peserà tra l’ altro assai poco rispetto al totale dei 43 o 47 miliardi di euro necessari per riportare i conti in pareggio, costeranno tra i 500 e i 600 euro a famiglia nell’ ipotesi più ottimistica di Adiconsum, fino ai 927 euro secondo Federconsumatori e Adusbef. Con il rischio – avverte il Codacons – che l’ aumento dell’ 1% delle aliquote Iva sui consumi inneschi un effetto-domino sui prezzi causato dalla speculazione. La manovra impatterà pesantemente – concordano sindacati e assoconsumatori – soprattutto sulle famiglie a reddito fisso e sui dipendenti pubblici che avranno una diminuzione annua di circa 1.300 euro». A denunciare un attacco "pesante e subdolo" al ceto medio questa volta sono anche le assodirigenti, Cida, Confedir-Mit e Federmanager. Insieme rappresentano 400 mila dirigenti, dei quali 125 mila del settore privato oltre ad altri 200 mila pensionati che percepiscono mediamente 40-45 mila euro lordi all’ anno. «Questa manovra è inaccettabile, non riguarda le pensioni d’ oro come vuole farci credere il governo – afferma il presidente di Federmanager Giorgio Ambrogioni – ma quelle percepite dal ceto medio che partono da meno di 1.400 euro lordi». «Questo governo è come Nerone, suona la cetra mentre il Paese brucia – affermano con durezza Cida e Confedir – la finanziaria evade il problema dell’ evasione e non prospetta nulla per rilanciare il Paese». Tra le novità, già da quest’ anno ci sarebbe la tassa sui Suv e sulle auto oltre i 125 Kilowatt, progressiva in base alla potenza. Sarà invece del 35% la tassa sul trading speculativo svolto dalle banche, esclusi i titoli di debito e le quote negli Oicr, gli organismi di investimento collettivo del risparmio. Tassa che poi naturalmente verrà girata alla clientela. Che già dovrà pagare un’ imposta di bollo pari allo 0,15% sulle transazioni finanziarie, Bot esclusi. Cambia l’ età di pensionamento delle donne: sarà "dolce", un mese di anzianità a partire dal 2020 per arrivare a regime nel 2030. Nella riforma fiscale rientra invece l’ 1% in più sull’ Iva che però non scatterà subito. Confermato l’ addio all’ Irap dal 2014, l’ armonizzazione al 20% sulle rendite finanziarie esclusi i Bot, come pure l’ anticipo al 2014 del meccanismo di aggancio dell’ età pensionabile alla speranza di vita. Confermato lo stop alla rivalutazione delle pensioni d’ oro e al 45% di quelle pari a 3 volte il minimo di legge. Non sono in bozza le misure contro la "casta" mentre sono congelati stipendi e turn-over per la pubblica amministrazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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