ANSA/ LAVORO: BUSTE PAGA FERME A MAGGIO,CRESCONO MENO INFLAZIONE
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fonte:
- Ansa
ISTAT,4,5 MLN DIPENDENTI ASPETTANO RINNOVO,ATTESA SUPERA 17 MESI
(ANSA) – ROMA, 27 GIU – Le buste paga degli italiani a maggio
subiscono una nuova battuta d’arresto, restando ferme rispetto
ad aprile. Una calma piatta che si riflette anche su base annua,
con le retribuzioni che in 12 mesi crescono dell’1,8%, un
aumento troppo debole per agganciare l’inflazione, salita nello
stesso mese al 2,6%. Un divario così forte tra l’andamento
degli stipendi e quello del caro vita non si vedeva da oltre tre
anni, ovvero dal gennaio del 2008. Dal monitoraggio dell’Istat
sui salari emerge anche come siano ancora 4,5 milioni i
dipendenti che aspettano il rinnovo del contratto, con tempi di
attesa che diventano sempre più lunghi.
Il fronte retribuzioni resta, quindi, freddo, anzi i segnali
di staticità si rafforzano: rispetto ad aprile la variazione
congiunturale da quasi inesistente (+0,1%) diventa nulla (0,0%),
mentre sul piano tendenziale l’Istat certifica una piena
stabilità (+1,8% ad aprile e a maggio). E’ così da nove mesi
che i salari non riescono ad affacciarsi sopra l’inflazione.
L’aumento medio, però, nasconde le forti oscillazioni che si
riscontrano passando da un settore all’altro. Si va dai netti
rialzi annui registrati da tessile (4,1%) e militari-difesa
(4,0%), ai modesti aumenti di ministeri, scuola, regioni e
autonomie locali e servizio sanitario nazionale (+0,3% in tutti
e quattro i casi). Quanto al futuro, l’Istat stima che l’indice
delle retribuzioni proiettato per tutto l’anno, stando alle
disposizioni definite dai contratti in vigore a maggio,
registrerebbe nel 2011 un aumento dell’1,8%. Molto dipende
dall’attività contrattuale.
Per ora, a maggio, si contano 36 accordi scaduti,
corrispondenti a 4,5 milioni di dipendenti, il 34,7% del totale.
La schiera di chi lavora con un vecchio contratto rimane, così,
ampia, pur se in diminuzione sia su base mensile che annua.
Prosegue, invece, l’allungamento dei tempi di attesa per il
rinnovo: chi ha l’accordo scaduto deve aspettare in media 17,1
mesi. Sul dato pesa il blocco dei contrattuali per gli statali.
I numeri dell’Istat preoccupano i consumatori, il Codacons
sottolinea come "ormai sia dal 2002 che gli stipendi e le
pensioni restano al palo mentre i prezzi, le tariffe e le
imposte continuano ad aumentare". E avverte: "Sarebbe una
scelta sciagurata quella che il Governo si appresterebbe a fare
giovedì, ossia congelare ancora per un anno il contratto dei
pubblici dipendenti". Sulla stessa linea il capogruppo Pd in
commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che parla di un
potere d’acquisto eroso.
(ANSA).
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