26 Giugno 2011

Osservatorio, revocati i fondi

Osservatorio, revocati i fondi
 

SALERNO – Stop al finanziamento di novecentomila euro per completare l’ Osservatorio per la Fauna Migratoria di Centola, costato oltre un milione di euro, mai entrato in funzione e da marzo sotto sequestro ad opera della Procura presso il Tribunale di Vallo della Lucania. La Regione Campania, nel corso di sopralluoghi alla struttura che si erge in perfetta solitudine all’ altezza della rupe del Mingardo, in località Chiancone del comune di Centola, ha preso atto delle difformità sostanziali dell’ enorme costruzione dal progetto approvato e con il decreto dirigenziale n. 89 del 24 maggio scorso ha revocato i fondi aggiuntivi. Il documento di Palazzo Santa Lucia assume un’ importanza notevole perchè fa riferimento ad una precedente nota datata 11 aprile 2011 in cui il settore Foreste Caccia e Pesca ha intimato al Comune di Centola l’ abbattimento dell’ immobile e ripristino dei luoghi «pena la nomina del commissario ad acta per far fronte alle inadempienze di uno o più partecipanti all’ accordo» . A favore della demolizione di quello che le associazioni ambientaliste hanno definito un autentico «ecomostro» intervenuta anche la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Salerno che ha trasmesso tale parere alla Direzione Regionale che ha sua volta lo ha confermato e ha spedito già da un paio di mesi l’ incartamento a Roma. Il destino dell’ Osservatorio dipende dunque dal Ministero dei beni culturali. In ballo c’ è la sopravvivenza del manufatto, destinandolo ad un uso diverso, come chiede il Comune di Centola, oppure la scomparsa definitiva dal panorama mozzafiato che domina quell’ angolo di incanto, come da tempo insistono Codacons e Italia Nostra. «Quell’ Osservatorio deve essere abbattuto -dice senza mezzi termini l’ assessore regionale all’ Agricoltura Vito Amendolara -una cosa del genere è contronatura, non sta nè in cielo nè in terra. Io l’ ho visto in foto, non è funzionale al paesaggio circostante. Per quanto mi riguarda ho bloccato tutti i contributi e non darò più un centesimo. La mia decisione è di andare quanto prima verso la demolizione» . Ancora più motivato Pierluigi Morena dell’ ufficio legale del Codacons: «Ora il momento di mettere insieme le sinergie tra le istituzioni e la società civile, spingere per l’ abbattimento dell’ ecomostro è un dovere morale. Le difformità dell’ opera sono oramai accertate e per questo diffideremo nuovamente il Comune di Centola a ripristinare la legalità violata, solo così si potrà porre rimedio alla cattiva gestione del territorio» . Il sindaco di Centola, Romano Speranza, che di recente ha manifestato l’ intenzione di uscire dal Parco del Cilento, alterna rabbia a delusione: «Quell’ opera è stata realizzata dal mio predecessore e con il consenso di tutti quelli che oggi si tirano indietro e fanno finta di niente. Siamo un paese di ipocriti. Abbatterla? Dobbiamo dare un incarico a un legale per valutare tutti i passi da intraprendere» . G. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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