24 Giugno 2011

Nel resto d’ Italia? Un disastro

Nel resto d’ Italia? Un disastro
 

Regione digitalizzata che vai, problemi che trovi. Le regioni che hanno sperimentato lo switch-off si stanno ancora leccando le ferite. Per dare l’ idea dei problemi bastano due cifre: 20mila e 14mila. Ventimila sono le chiamate ricevute dal numero verde ministeriale dagli utenti di Roma il giorno del passaggio; 14mila quelle effettuate dai teleutenti milanesi. Guida la casistica la sintonizzazione dei segnali tv, con la conseguente sparizione dei canali. Sono spariti in un colpo sia una serie di canali solo digitali, come Boing e Rai 4, sia molti canali tradizionali di Rai, Mediaset e La7. A Brescia e provincia per giorni si è verificato un fenomeno tipo faro, di scomparsa e ricomparsa continua dai canali. Grossi problemi si sono registrati nel Bergamasco e sul versante lombardo del Garda, mentre tra Lecco e Como era difficile trovare un televisore che mettesse insieme più di tre o quattro canali. A Mantova a molti mesi dallo switch-off va di moda la sintonia a macchia di leopardo: qua si vede la Rai, là Mediaset, altrove La7. Ogni zona ha un problema diverso. A Roma, lo switch-off non è stato una passeggiata: delle 20mila telefonate giunte al call center del Ministero dello sviluppo economico, oltre il novanta per cento riguardava la richieste di aiuto per sintonizzare la televisione. Tanto che il Codacons ha annunciato «la presentazione di un ricorso d’ urgenza in tribunale, finalizzato a posticipare la data dello switch-off». Pure nell’ efficientissima Emila Romagna c’ è stato un bel caos: significativo, ad esempio, è il caso di Ferrara dove, dopo sette mesi, le difficoltá di ricezione non si sono attenuate. Oltretutto, l’ estate ha complicato le cose: con l’ arrivo delle temperature più calde si manifestano problemi di propagazione dopo le 20 e si va in crisi fino a tarda notte, in particolare sui segnali Mediaset. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this