18 Giugno 2011

Bici al palo, la protesta corre in strada e sul web

Fioccano le reazioni all’ ordinanza «salva ordine» voluta dal vicesindaco: in rete si registrano le critiche dei ciclisti, mentre viene confermato il «bike mob» di martedì 21 alle 19 in piazza Loggia

Nessuno tocchi le bici, tantomeno quelle legate ai pali. E’ questo l’ imperativo dei ciclisti bresciani che sulla Rete danno sfogo alla protesta. Se da un lato sul blog di Laura Castelletti prende connotati precisi il «bike mob» organizzato per martedì alle 19 in piazza Loggia, su Facebook si moltiplicano i «like» – ovvero i pollici alzati, espressione di un favore – alla pagina «Biciscatenate» che promuove la riunione per dire no all’ ordinanza ribattezzata «colpiscilabici». Requisiti richiesti ovviamente bicicletta, catena e la volontà di dire sì ad una «città che ama le biciclette e vuole essere bella, non inquinata, più ordinata e vivibile». La sollevazione dei ciclisti prende poi la forma di nuovi post dove apertamente si criticano i «modi» con cui è stata applicata l’ ordinanza. Si legge infatti: «Prima addirittura il sequestro e dopo gli avvisi e soprattutto prima le proibizioni e poi (non si sa quando) le rastrelliere in cui alloggiare legalmente le biciclette. Senza entrare nel merito dei due pesi e delle due misure utilizzate nei confronti degli utenti della città: i ciclisti che si recano al lavoro perseguitati (zona Stazione), gli «inquinatori dei Suv» che quotidianamente intralciano le strade all’ altezza delle varie scuole (vedi via Trieste o contrada Delle Bassiche) benevolemente tollerati. Stesso tam tam su Twitter dove si trova ricapitolata la vicenda dell’ ordinanza e l’ incongruenza di trattamento tra ciclisti e automobilisti. Anche il Codacons aggiunge la sua voce al coro dei no. «Multe e tenaglie contro le bici, il Comune spara sulla Croce Rossa». Il messaggio del presidente Lorenzo Grassano è eloquente. La notizia approda anche sui Tg nazionali e sulle radio. Insomma, il provvedimento continua a far discutere. Di fatto i controlli continuano. Sul piazzale della Stazione ieri pomeriggio intorno alle 16 c’ erano altre biciclette dotate di avvisi di rimozione. I cartellini portavano la data di ieri. I controlli della Locale, stando ai riferimenti degli avvisi, sono stati compiuti durante la mattina. Quello che però non torna è vedere altre biciclette legate in luoghi proibiti con avvisi di rimozione risalenti al 14 giugno. La domanda è: «Perché alcune bici sono state rimosse e altre no?».
 

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