16 Giugno 2011

Classi-pollaio, dopo la class action verifiche sugli edifici

Stop alle «classi-pollaio», ovvero quelle costituite da più di 25 alunni, limite massimo fissato dalla legge. Il Ministero dell’ Istruzione sarà costretto ad emanare un piano nazionale per l’ edilizia scolastica entro 90 giorni, pena la nomina di un commissario ad acta. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato rigettando il ricorso presentato dal Miur contro la sentenza del Tar del Lazio del gennaio 2011 che aveva dato ragione all’ associazione di consumatori Codacons. Via libera, dunque, alla class-action contro il Ministero per il sovraffollamento nelle aule scolastiche. «I genitori potranno chiedere fino a 2500 euro ad alunno se ritengono che il proprio figlio abbia subito un danno esistenziale per aver frequentato le lezioni in una classe-pollaio», spiega il napoletano Giuseppe Ursini, copresidente Codacons che invita i consumatori a collegarsi al sito www.codacons.it per avere maggiori informazioni e aderire all’ azione collettiva. La battaglia giudiziaria non comincerà subito. «Aspettiamo fino a settembre sperando che il Miur emani il piano di edilizia scolastica – dice Ursini – se non lo farà procederemo con la class action». E i soldi? Dove troverà le risorse il ministero per allargare le aule e adeguare gli edifici esistenti? «Il problema dei soldi è solo un paravento dietro al quale si rifugiano tutti i politici, basterebbe tagliare un po’ di auto blu e ridurre gli stipendi dei parlamentari per avere le risorse necessarie – continua Ursini – la messa in sicurezza delle aule è una questione che non può essere ulteriormente rinviata, ne va delle sicurezza e della vita dei nostri figli. Naturalmente vigileremo anche sugli eventuali appalti affinché i lavori siano eseguiti in tempi brevi». D’ accordo anche Rosalba di Placido, coordinatrice napoletana del Codacons e responsabile nazionale del dipartimento scuola che sta lavorando a un dossier sullo stato degli edifici scolastici in città. «Abbiamo invitato genitori e docenti a rispondere a un questionario sul nostro sito e abbiamo ricevuto anche segnalazioni di 43 alunni per classe nella zona periferiche di Poggioreale, San Giovanni a Teduccio e Bagnoli – dice – va meglio a Scampia dove gli edifici sono relativamente nuovi, mentre a Chiaia troviamo aule di 23 alunni». «Il problema non è solo il sovraffollamento – aggiunge Luigi Panacea della Uil scuola – ma anche la sicurezza degli edifici specialmente a Napoli dove molti alunni frequentano le lezioni in strutture costruite come civili abitazioni e poi adattate a scuole». Il direttore scolastico della Campania Diego Bouché leggerà con attenzione la decisione del Consiglio di Stato ma intanto ha scritto a tutti gli ambiti provinciali per conoscere lo stato di salute degli edifici scolastici di ogni ordine e grado. La legge prevede uno spazio vitale di 1,80 metri netti ad alunno per gli asili, scuole elementari e medie e 1,96 metri netti per ogni studente delle superiori. «Noi non abbiamo edifici di proprietà – dice Bouché – per cui sarà compito del Comune e della Provincia adeguarsi ma è certo che i tagli dei docenti che siamo costretti ad effettuare per il prossimo anno ci porteranno anche ad accorpare alcune aule con inevitabili conseguenze di sovraffollamento». Entro il 22 giugno sarà definito l’ organico delle scuole superiori all’ insegna dei tagli. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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