17 Giugno 2011

Hospice vuoto “Malati abbandonati”

VENEZIA- Un reparto quasi vuoto. E venticinque letti inutilizzati da due mesi. L’ hospice del Policlinico San Marco di Mestre, che da vent’ anni ospitava centinaia di malati oncologici terminali con professionalità e umanità, con orari di ricevimento prolungati, sostegno psicologico o psichiatrico per i familiari o per pazienti stessi, sembra destinato a svanire nel nulla. E tremano anche i circa venti dipendenti, tra medici e infermieri, che lì lavorano che, dopo aver smaltito in questo periodo le ferie arretrate, ora rischiano il posto. La denuncia arriva da Codacons: «Non sappiamo dove vengano dirottati ora i malati -dice Franco Conte, presidente regionale dell’ associazione dei consumatori -temiamo che siano spinti nei reparti destinati agli acuti, ad esempio, o forzati in una domiciliarità in cui i parenti non sono certo in grado di garantire un’ adeguata assistenza» . Nella pratica, infatti, l’ unica alternativa sono gli 8 posti letto del Centro Nazareth di Zelarino, ma le richieste continuano ad aumentare. Gli operatori dell’ Odo (ospedalizzazione domiciliare oncologica) non ce la fanno più -spiega Conte -le richieste raggiungono le 300 domande, ma le possibilità di attivazione dell’ ospedale domiciliare sono al massimo 175. Purtroppo si crea la lista d’ attesa anche per questo tipo di bisogni» . All’ origine di tutto una lettera dell’ Usl 12 che in poche righe diceva al Policlinico di non aver bisogno di quei 25 posti, pur accreditati dalla Regione Veneto in dicembre. Dopo quella lettera, impugnata al Tar dal Policlinico, all’ hospice non è arrivato più nessun paziente e la casa di cura non ne ha più ricevuti, anche perché non verrebbe rimborsata. «Non si tratta di mancanza di fondi -dice Conte -se fosse così sarebbe il caso di interrogarsi sul project financing prospettato per il centro protonico. Certo, dà prestigio dire che Venezia ha un centro studi d’ eccellenza per combattere il cancro, ma forse, prima bisognerebbe occuparsi di chi sta soffrendo adesso, senza abbandonare, come invece sta accadendo, i malati a se stessi» . © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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