3 Giugno 2011

Batterio E.Coli in un salame italiano Sei casi sospetti negli Stati Uniti

«E’ stata segnalata la presenza di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta procedendo ad effettuare le necessarie indagini: qualsiasi correlazione con l’ epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza». Lo rende noto il Ministero della Salute. DUE CASI IN AUSTRIA Nel Tirolo Austriaco, sono stati resi noti i primi due casi di contagio da Escherichia Coli, il batterio attribuito ai cetrioli e che ha già fatto diverse vittime in Europa. Si tratta di un ragazzo del Tirolo Inferiore e di una donna tedesca in vacanza nella parte orientale della regione austriaca. Quest’ ultima, proveniente dalla Germania del Nord, è stata infettata da una forma particolarmente aggressiva del batterio. LA POSIZIONE DEL CODACONS Controlli a tappeto dei Nas «in tutti gli snodi più importanti della frontiera» italiana e intervento della Procura di Roma e delle altre competenti per accertare se, sulla gestione italiana della vicenda del batterio killer che sta facendo tremare l’ Europa, si profila una responsabilità per «assenza di controllo» a carico del ministro della Salute Ferruccio Fazio. E’ il doppio appello lanciato oggi dal Codacons ai Carabinieri dei Nuclei anti-sofisticazione e alle Procure italiane. Per l’ associazione dei consumatori, «le misure di sicurezza adottate dal ministero della Salute» finora sarebbero «insufficienti». A pochi giorni dall’ individuazione del batterio proveniente dalla Germania, «che avrebbe infettato grosse quantità di frutta e verdura tedesca, il nostro ministero non ha ancora adottato alcuna misura concreta. I timidi provvedimenti del ministro Ferruccio Fazio – accusa il Codacons in una nota – sono totalmente insoddisfacenti anche considerando che i ricercatori di tutto il mondo sono unanimi nel considerare tale batterio uno dei più pericolosi che mai abbia attaccato la produzione vegetale». Da qui il messaggio con cui l’ associazione «sollecita i Nas a effettuare controlli a tappeto in tutti gli snodi di frontiera più importanti» per controllare i prodotti che transitano nella filiera agroalimentare italiana e, «invita la Procura di Roma e le altre procure competenti ad accertare la sussistenza degli estremi di "assenza di controllo" in violazione dell’ articolo 328 del Codice Penale nei confronti del ministro Fazio». USARE MASSIMO IGIENE «E’ necessario essere cauti ma senza farsi prendere dal panico. Il batterio che sta spaventando l’ Europa è certamente pericoloso, ma ci si può tutelare adottando alcuni comportamenti precisi. L’ igiene rappresenta lo strumento principale per interrompere la trasmissione di una malattia infettiva, come dimostrato da migliaia di pubblicazioni scientifiche». L’ invito arriva da Ignazio Marino, presidente della commissione d’ inchiesta del Senato sul Servizio Sanitario Nazionale. «E’ fondamentale lavarsi spesso le mani con sapone e acqua tiepida – ricorda Marino – pulire accuratamente le verdure, cuocere bene gli hamburger e tenere i pannolini sporchi dei bambini lontani da ogni contatto. La migliore difesa, quindi, è la pulizia. Le autorità sanitarie diffondano tutte le informazioni a loro disposizione e i cittadini prestino loro ascolto, senza lasciarsi contagiare dall’ ansia e dai timori».
 

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