14 Giugno 2011

“Una Santa anti-inquinamento”

«Una Santa anti-inquinamento»
 

TRENTO- «Santa Spazaora ora pro nobis» . Prenderà le forme di una processione religiosa la protesta organizzata dall’ associazione ValsuganAttiva contro l’ inquinamento in Bassa Valsugana. Domani alle 20 i soci, ma anche tutti i comitati e i cittadini sensibili al tema del rispetto dell’ ambiente, si troveranno in piazza De Gasperi a Borgo per omaggiare la santa coniata da loro, il cui nome tradotto dal dialetto è «Santa Scopa» . L’ idea è nata da una lettera scritta un anno fa ai quotidiani locali come, ricorda la presidente Laura Zanetti, «ironica forma di protesta relativa ad alcuni fatti rilevati nella valle. Ci si chiedeva come, dinnanzi a tante prove di inquinamento (acciaieria, eco terre, "bonifiche"agrarie, Monte Zaccon) i dati le relazioni degli organi provinciali preposti al controllo dell’ ambiente non avessero rilevato nulla di anomalo e preoccupante per la salute della popolazione e dell’ ambiente. Si è quindi presupposta l’ intercessione di un’ entità superiore che avesse protetto la valle ed i suoi abitanti dalle conseguenze di tale scellerata attività umana. L’ unica risposta possibile è stata su ciò che da sempre è simbolo di pulizia e cioè una scopa» . «La processione, che vedrà recitare litanie dedicate a questa nuova santa e altre iniziative simpatiche- precisa la presidente di ValsuganAttiva -, non vuole essere un’ offesa alla religione, ai veri santi e non vuole mancare di rispetto ai sentimenti religiosi di nessuno. Bisogna però rilevare la totale assenza della Chiesa trentina sulle questioni ambientali locali» . «Fabbriche, pesticidi e traffico» sono i fattori inquinanti contro i quali protesteranno i manifestanti, che sfileranno davanti alle acciaierie per poi tornare in piazza De Gasperi. «Serve una riconversione, ma manca la volontà politica e dei sindaci» , è l’ affondo di Zanetti. Intanto, sulla vicenda dei ricorsi del Codacons per la presenza di arsenico nelle acque potabili, il Tar del Lazio ha stabilito ieri che gli enti interessati (tra cui le province di Trento e Bolzano) dovranno depositare entro un mese «una relazione corredata da tutti gli atti concernenti le attività di accertamento, informazione, monitoraggio e bonifica svolte» . I giudici, nell’ ordinanza, parlano anche di «rischio cancro» . «Noi siamo a posto» sottolinea l’ assessore provinciale Ugo Rossi. «Trento- ricorda- ha risolto subito il problema. Rimaneva Canal San Bovo, che ha effettuato i lavori necessari. Se ci sarà da depositare qualcosa, ribadiremo che da noi è tutto in regola» .  © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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