Scuola per sordi: stop allo sciopero della fame
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fonte:
- Modena Qui
MODENA – Non si è mossa da quel portone per quasi quarantotto ore sperando che qualcuno le desse ascolto accettando di parlare del futuro dell’istituto per sordomuti Tommaso Pellegrini, che rischia la chiusura.
Però ieri, la battaglia personale di Franca Olive, madre di un ragazzo sordo cresciuto nella scuola di Don Adriano da quando aveva solo un anno, si è fermata, davanti ai primi gravi sintomi da disidratazione che stavano assalendo la donna che era in sciopero della fame e della sete ormai da due giorni.
Una battaglia che è servita di certo ad attirare l’attenzione sulla situazione della scuola, che ha ottenuto la visita del sindaco Giorgio Pighi, che ha avuto la vicinanza e il sostegno di tante mamme e del codacons (Fabio Galli il vicepresidente è a fianco dei genitori in questa lotta), l’intervento diretto del consigliere regionale della Lega Nord Mauro Manfredini, che però, di fatto non sembra aver cambiato le sorti dell’istituto.
«Le istituzioni si stanno adoperando per trovare soluzioni – ha spiegato il sindaco durante l’incontro piuttosto acceso con le altre mamme – pur con i limiti che derivano dalla natura dell’istituto, che è una fondazione privata.
Gli enti pubblici nominano rappresentanti nel Consiglio d’amministrazione, ma non hanno alcun compito specifico o potere di carattere gestionale e tanto meno la possibilità di finanziare direttamente le attività.
Siamo comunque tutti impegnati a fare il possibile per individuare le soluzioni più idonee», ha concluso il sindaco.
Tra i vertici della scuola, invece, nessuno vuole parlare e di fronte alle telecamere (tutta la vicenda è stata seguita dagli operatori del nostro tg Tv Qui Canale 89 ore 13,15/18,45) la sola frase delle suore e di Don Adriano, è «cercate di capire la nostra posizione».
Ora Manfredini ha promesso di portare il caso a Roma, al ministero dell’Istruzione.
Anche in Comune si parlerà presto dell’ affaire Pellegrini: ieri il consigliere di Modenacinquestelle Vittorio Ballestrazzi ha chiesto di poter visionare «i bilanci degli ultimi cinque anni della scuola e di conoscere il nome del rappresentante del Comune degli ultimi cinque anni nominato dal sindaco».
Intanto da Comune, Provincia, Curia arcivescovile e Ufficio scolastico provinciale arriva un comunicato congiunto che dovrebbe tranquillizzare i genitori, ma che in realtà sembra ignorare l’unicità della scuola: «Nella città di Modena non sono in discussione i servizi formativi per i bambini e i ragazzi non udenti – si legge infatti nella nota – Ai tre bimbi iscritti alla scuola elementare speciale paritaria sarà garantita la possibilità di continuare il percorso scolastico.
Per i cinque ragazzi iscritti alla scuola media la possibilità dipende dalle risorse che saranno disponibili il prossimo anno».
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