9 Giugno 2011

“Faccio lo sciopero della fame contro la chiusura del Pellegrini”

«Faccio lo sciopero della fame contro la chiusura del Pellegrini»
 

 Un paio di sedie in plastica e un paio di ombrelli, offerti dalle suore per ripararsi dall’ acquazzone. Dalle 10 di ieri mattina Franca Olive, mamma di un ex allievo non udente dell’ istituto "Tommaso Pellegrini", ha deciso di sfidare tutto e di iniziare uno sciopero della fame e della sete per salvare la scuola privata paritaria, oggi a rischio chiusura per un buco di bilancio di circa 300mila euro. «Sono qui perché il "Pellegrini" non può chiudere – spiega la donna – lo sciopero della fame e della sete è il mio modo di oppormi a questa chiusura. Continuerò a non mangiare e a non bere finché qualche personalità non verrà a garantirmi che il "Pellegrini" potrà portare avanti la sua attività per i ragazzi come mio figlio. Dove sono il sindaco Pighi e il vescovo Lanfranchi? C’ è bisogno del loro intervento». Fino a tarda serata Franca Olive non si è mossa dalle scale dell’ istituto, neppure di fronte alle insistenze di coloro che l’ hanno invitata a desistere dalla sua estrema iniziativa di protesta: «Non temo per la mia salute», aggiunge, mentre sfodera una maglia con la scritta "Giù le mani dal Pellegrini". E’ una delle magliette indossate dagli oltre 400 allievi, insegnanti e genitori del "Pellegrini" che qualche giorno fa hanno sfilato per le strade del centro in segno di protesta. Tra queste, anche Franca Olive, che ora spera che qualche altra madre si unisca al suo sciopero: «Mio figlio ha frequentato l’ istituto da quando aveva 11 mesi fino a quando ha raggiunto i 17 anni. Oggi ha vent’ anni, ma continua a venire qui. Per i sordomuti di ogni età è un punto di ritrovo. E’ la loro casa e non possono portargliela via». Auricolare nell’ orecchio, la donna riceve molte telefonate. La maggior parte sono videochiamate del figlio Davide, l’ ex allievo della scuola, che con il linguaggio dei segni le chiede come stanno andando le cose. In serata, la visita di Fabio Galli, vicepresidente regionale del Codacons, tra gli organizzatori del corteo in centro: «Domani ci sarà un incontro in Prefettura e confidiamo che l’ autorità del prefetto possa risolvere la situazione – afferma – Il "Pellegrini" è un istituto che dura da circa 160 anni. Ha resistito all’ unità d’ Italia e a due guerre mondiali. Non è giusto che debba essere distrutto da un consiglio di amministrazione che non ha saputo fare il proprio dovere». A far visita alla donna, anche il capogruppo Lega Nord in Regione, Mauro Manfredini: «Appena conosciuta la vicenda, ne ho parlato con il presidente dell’ assemblea legislativa, Matteo Richetti. Stiamo cercando di contattare il provveditore e di ottenere le sovvenzioni necessarie per salvare l’ istituto. Il mio parere è che vogliano allontanare da qui i sordomuti perché l’ immobile è di prestigio e fa gola a molti». Un’ interpellanza sarà presentata a giorni anche in consiglio provinciale.

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