8 Giugno 2011

Poste in tilt, l’ ira dei sindacati “E’ una paralisi annunciata”

VERONA – «Una catastrofe annunciata» . Al quinto giorno della «Waterloo delle Poste» , i sindacati vanno all’ attacco e parlano di errori strategici madornali, disastro d’ immagine e dipendenti abbandonati a se stessi in balia di cittadini infuriati. Anche ieri, a Verona e in provincia, si sono viste le scene che si ripetono da una settimana, con uffici già in tilt dalle 9 del mattino e altri con funzionamento a singhiozzo a causa del nuovo software. A parte le isole felici di via del Pontiere e piazza Isolo, che lavorano ancora con vecchio sistema e non hanno problemi, ovunque lunghe code di gente che non riesce a ritirare la pensione, a pagare un bollettino e a rispettare i pagamenti. E tanti con in mano multe scadute da giorni, con il rischio di importi raddoppiati. Il consiglio del Comune: utilizzare in alternativa il sistema telematico Teseo sul sito Internet, il servizio Lottomatica o gli sportelli bancomat. «Questo disastro era ampiamente previsto denuncia Antonio Lopresti, segretario provinciale di Slp Cisl -si sapeva che gli uffici postali non avrebbero retto nel momento in cui tutta Italia sarebbe partita con il nuovo sistema. Tutto è andato bene finché l’ installazione del software è andata avanti a macchia di leopardo. Ma a un certo punto l’ azienda ha voluto imprimere un’ accelerata, mettendo in rete gran parte degli uffici. Così in pochi giorni si è vanificato il lavoro di un anno» . Il risultato sono gli spaventosi ingorghi, «con ingenti danni d’ immagine ed economici» e dipendenti che stanno accumulando una montagna di straordinari per smaltire il lavoro arretrato agli sportelli. «La gente se la sta prendendo con questi poveri disgraziati. Non solo male parole, ma anche minacce di denunce per interruzione di pubblico servizio» . Ieri Flp Cisl ha distribuito ai lavoratori un volantino che stigmatizza i «guasti senza precedenti» e il favore fatto alla concorrenza: «I clienti, faticosamente conquistati in anni di duro lavoro, si sono visti negare ogni servizio per giornate intere, senza sapere quando la situazione si sarebbe normalizzata. Con grande soddisfazione dei nostri competitor» . Quindi lo sbando in cui sono stati abbandonati i dipendenti, «senza indicazioni diverse da quelle di aspettare ripristini più volte annunciati e smentiti, con telefoni diventati improvvisamente muti» . I consumatori invitano la clientela a tenere tutte le «prove» dei disagi subiti: «Poste Italiane ha accettato di aprire un tavolo di conciliazione -dice Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum -. Chi non ha potuto onorare gli impegni o si vedrà multe raddoppiate, potrà chiedere un risarcimento. Sperando che stavolta le Poste onorino il loro impegno, diversamente da quanto fatto in passato» . Per Cecchinato la speranza è che venga al più presto attivata l’ Authority di vigilanza sui servizi postali: «Così non si può andare avanti: tra accorpamento delle raccomandate, disservizi nei recapiti e sportelli in tilt l’ Italia ha un servizio degno di un Paese del Terzo mondo. E ricordo che tra pochi giorni partirà la riduzione del dieci per cento degli uffici in vista dell’ estate: se il guasto non sarà risolto, sarà l’ apocalisse» . Codacons, intanto, ha avanzato alle Poste la sua richiesta di risarcimento per i clienti danneggiati. Si tratta di un bonus di 50 euro, da utilizzare nei servizi postali, per quanti hanno dovuto sopportare file di due ore, e 25 euro per ogni ora ulteriore. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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