Poste in tilt, quarto giorno di caos slalom in città a caccia di un ufficio
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fonte:
- la Repubblica
Uffici postali ancora nel caos, utenti inferociti e costretti a lunghi pellegrinaggi da un quartiere all´altro in cerca di uno sportello attivo. Per il quarto giorno d´apertura consecutivo, e cioè ormai dal 1° giugno, i terminali di moltissime sedi romane, da via Arenula a Termini, anche ieri mattina hanno funzionato a singhiozzo. Nel pomeriggio, Poste Italiane ha comunicato che l´operatività degli uffici postali era «ormai prossima alla completa normalità dopo i problemi tecnici dei sistemi Ibm e Hp che hanno determinato rallentamenti nell´esecuzione delle operazioni postali e finanziarie. L´inconveniente al software dei sistemi centrali sui quali poggiano le attività degli uffici è in via di completa risoluzione». L´azienda ha informato che ieri gli uffici postali sono rimasti aperti oltre il normale orario di chiusura e si è scusata con i clienti per i disagi, ma per molti è stato troppo tardi. «Ho girato 5 uffici postali, sabato scorso 3 e ancora non sono riuscita a pagare le cartelle esattoriali dei clienti dell´ufficio di commercialista per cui lavoro – raccontava disperata alle 13 Monica Cerboni, mostrando i numeri presi per ogni coda – Per noi è un problema gravissimo, perché queste persone rischiano di pagare il doppio con le more e gli interessi». «Nella sede di Terme di Diocleziano, una delle poche che funziona, avevo circa 400 persone in fila davanti a me. Per questo sono venuta a via Marsala, ma qui è tutto bloccato» aggiungeva stremata, prima di rimettersi in motorino e riprendere a girare per la città. «Sono tre giorni che cerco di fare un versamento per ottenere il passaporto che serve a mia figlia per andare a Londra – si lamentava, invece, Cinzia Antonacci, in coda nell´ufficio funzionante (e preso d´assalto) di via Taranto – Per di più dal primo giugno non posso nemmeno accedere al mio conto corrente». «E’ inaccettabile che un disagio si protragga così a lungo – si sfogava Laura D´Apoli – questa situazione è allucinante, soprattutto per gli anziani che devono ritirare la pensione». Il problema, del resto, ha riguardato tutta Italia: «Nei piccoli paesi la situazione è ancor più drammatica, perché i cittadini usano l´ufficio postale per qualsiasi cosa – osservava Giuseppe Boccaccio, che per lavoro viaggia molto in tutto il Lazio – In alcuni paesini della Ciociaria ho visto la tensione salire alle stelle: i poveri dipendenti, che certo non hanno colpa di nulla, quasi rischiavano il linciaggio». Intanto, le associazioni dei consumatori (Adoc, Codacons, Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef) comunicano di aver ottenuto l´apertura di un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi dei giorni scorsi.
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