Isolabella, una riserva orientata con accesso “libero” alle barche
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fonte:
- Gazzetta del Sud
TAORMINA Nuovo monito del Codacons sulla Riserva naturale di Isolabella. L’ ente a tutela del cittadino ha diffidato il Comune di Taormina e la Capitaneria di Porto di Messina in riferimento al «mancato posizionamento delle boe all’ interno della baia, in rispetto di quanto previsto dalla stessa Capitaneria». «La regolamentazione degli spazi acquei avanti l’ Isolabella di Taormina – dichiara l’ avv. Antonio Cardile, presidente provinciale del Codacons – è disciplinata provvisoriamente dall’ ordinanza n. 116/2009 della Capitaneria di Porto di Messina. L’ art. 4 della precitata ordinanza impone al Comune di Taormina di installare prima dell’ inizio della stagione balneare, iniziata il 1 maggio 2011, il corridoio di lancio nonché le boe al fine di delimitare lo specchio d’ acqua della c.d. zona A ovvero della zona ove la navigazione è vietata. Sta di fatto che alla data del 29 maggio, quasi un mese dopo l’ inizio della stagione balneare, i corridoi di lancio e le boe non sono stati installati». «Si sperava quest’ anno, dopo le recenti polemiche in ordine alla gestione della Riserva Naturale – continua il Codacons – che tutte le autorità competenti fossero più sensibili alle problematiche ed alla gestione dell’ Isolabella. Dobbiamo, purtroppo, prendere atto che la situazione non si è modificata e che l’ Isolabella, al di là delle belle parole di tutte le autorità che rivendicano a sè la gestione, rimane sempre terra di nessuno. Auspichiamo pertanto che si intervenga immediatamente, prima che l’ ecosistema della baia sia alterato o distrutto a causa della presenza delle barche all’ interno dello stesso ovvero prima che si creino situazioni di pericolo per i bagnanti». La questione ha già fatto discutere anche nel recente passato quando il Comune e la Capitaneria si sono mossi per l’ attivazione di appositi corridoi di lancio a tutela della Riserva. Ogni estate si ripropone la preoccupazione degli avventori per l’ ingresso nella baia di barconi a motore che possono rappresentare un pericolo per chi si trova nelle acque della Riserva. Il fine preminente deve essere quello della salvaguardia complessiva dell’ isolotto per il quale, oltre al Codacons, si è mosso anche l’ ex ente gestore, il Wwf, che ha fatto sin qui diverse denunce segnalando una serie di reati ambientali in zona. Isolabella attende ormai dall’ inizio del 2006 l’ indicazione di un ente gestore, da quando cioè terminò proprio la gestione del Wwf. Potrebbe presto insediarsi il nuovo ente preposto indicato dall’ assessorato al Territorio ed Ambiente, ovvero il CutGana. E nei giorni recenti sono arrivati segnali di disgelo e chiarimento tra il consorzio catanese e la casa municipale, che aveva a più riprese lamentato l’ assenza di un coinvolgimento nelle decisioni prese dalla Regione sentendosi "tagliata" fuori da ogni discussione programmatica. Il sindaco Mauro Passalacqua e i vertici del "Cutgana" stanno dialogando per intraprendere una sinergia, una "cogestione" dell’ area, che in ogni caso sarebbe poi formalmente sovrintesa dal Cutgana. Quanto prima ci dovrebbe adesso essere un ulteriore incontro alla presenza di Gesualdo Campo, dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali. Serve una prospettiva mirata e concreta per uscire dalle polemiche e dalla "guerra fredda", creatasi a seguito dell’ atto di affidamento dell’ area, a sorpresa comunicato dalla Regione il 10 marzo scorso. E’ nota ed evidente anche la particolarità di Isolabella, una sorta di paradiso diviso a metà, dove ha competenza sia l’ assessorato al Territorio (per quanto riguarda la Riserva naturale), sia l’ assessorato ai Beni Culturali (lo scoglio dove si trova Villa Bosurgi, interessata in questi mesi da lavori finalizzati alla musealizzazione). Una Riserva naturale orientata, ma con attorno una forte concentrazione di attività.
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