30 Maggio 2011

L’ appello dei consumatori “Stop alle importazioni”

L’ appello dei consumatori «Stop alle importazioni»
 

 ROMA GUAI DEL COMMERCIO (e del gusto) globale e della destagionalizzazione dei prodotti. Probabilmente dopo questo scandalo dei cetrioli spagnoli infettati dall’ Escherichia coli molti consumatori torneranno al consumo solo stagionale dei cetrioli nostrani, limitato ai mesi caldi di luglio e agosto. Negli ultimi anni invece, grazie alle formidabili serre spagnole attorno ad Almeria e Malaga, ci eravamo abituati a trovare cetrioli per quasi tutto l’ anno. Comunque per i consumatori vale sempre l’ indicazione di fondo: controllare l’ indicazione di origine, che deve sempre essere indicata sui cartellini esposti al pubblico per l’ ortofrutta fresca. A calmare le acque ci pensa il ministro della Salute Ferruccio Fazio che conferma: «Nessun caso di cetrioli infetti in Italia e Nas al lavoro per individuare eventuali arrivi di verdure contaminate». Senza dimenticare, aggiunge il ministro, che per non correre rischi, bastano «poche norme d’ igiene, come lavare bene le verdure e le mani». Vale anche l’ altro principio di buon senso: consumare i prodotti stagionali e made in Italy. Coldiretti aggiunge anche l’ invito a comprare prodotti «a chilometri zero, direttamente dai produttori agricoli o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, che non devono percorrere lunghe distanze». Le associazioni dei consumatori sono già scese sul piede di guerra. Il Codacons chiede alle autorità sanitarie italiane ‘ misure urgenti’ per bloccare le importazioni di cetrioli da tutta l’ Europa. E’ anche indispensabile «effettuare controlli su tutta l’ ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall’ Olanda». Da tutti comunque viene l’ invito a non drammatizzare. L’ IMPORT di prodotto dalla Spagna sta mediamente ogni anno attorno alle 8mila tonnellate (non un’ enormità) e il combinato disposto dei controlli fitosanitari alle frontiere e dell’ etichetta di origine fornisce ai consumatori italiani sufficienti garanzie di un acquisto trasparente e consapevole. Certo l’ Italia potrebbe subire danni indiretti a causa dei ‘ pepinos’ spagnoli infetti. La Germania resta tuttora il principale mercato di sbocco del nostro export ortofrutticolo con una quota tra il 35 e il 40%. Nel 2010 ha acquistato quasi 500 milioni di euro di ortaggi e verdure fresche provenienti dall’ Italia. L’ allarmismo e la paura che si stanno diffondendo in Germania possono indurre non solo un drastico crollo dei consumi di ortaggi ma anche misure di blocco o di limitazione dell’ import. In un caso come nell’ altro le esportazioni italiane risulterebbero danneggiate proprio alla vigilia dell’ apertura della campagna estiva. «Le autorità europee – chiede Coldiretti – devono fare chiarezza».

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