Presentato il conto al “papà” dei T-red
Milano Gli automobilisti presentano il conto al papà dei T-red.
All’ apertura dell’ udienza preliminare, ieri mattina davanti al giudice di Milano Bruno Giordano, oltre duecento multati dai "vampiri rossi" hanno chiesto di potersi costituire parte civile nel procedimento contro i 33 imputati per il quale il pm Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio.
Sotto accusa comandanti della polizia locale, segretari comunali e ovviamente l’ imprenditore che con la sua Ci.Ti.Esse di Rovellasca ha dato vita al T-red: Raoul Cairoli.
Lui è accusato del reato più grave, associazione per delinquere perché sospettato di aver messo in piedi un vero e proprio «accordo collusivo di cartello», fino al settembre 2008, per riuscire ad ottenere dalle amministrazioni locali «l’ acquisizione di contratti» attraverso «la collusione con i pubblici ufficiali».
All’ apertura dell’ udienza, a Milano, hanno chiesto di costituirsi parte civile – tra gli altri – una società di trasporti, i cui mezzi hanno rimediato centinaia di multe a causa dei T-red, e l’ associazione consumatori Codacons .
La decisione sulle richieste di danno presentate ieri avverrà nella prossima udienza, fissata per il 16 giugno.
Davanti al giudice non solo Raoul Cairoli, ma anche l’ erbese Giuseppe Sorresso, ex comandante della polizia locale di Albese con Cassano e cancelliere del Tribunale di Erba; Enzo Tallon, residente a Bregnano, numero uno dei vigili urbani di Vertemate con Minoprio; Leonardo Vicari, ex segretario comunale ad Albese con Cassano e residente a Tavernerio.
Sono tutti accusati di aver aiutato il papà dei T-red a ottenere, tra il 2006 e il 2007, l’ aggiudicazione della fornitura dei "vampiri rossi" tubando – nella lettura dell’ accusa – la gara d’ appalto.
Tra gli imputati anche Antonio Fiorito, già comandante della polizia locale di Gazzada Schianno e residente a Faloppio.
A metà giugno la prossima udienza.
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