24 Maggio 2011

La disperazione di chi non può pagare nemmeno le bollette della luce

Questi lunghi anni di recessione economica hanno trasformato le abitudini di molti comaschi. La crisi ha mutato radicalmente il loro stile di vita. Ci sono famiglie che, all’improvviso, si sono ritrovate senza più uno stipendio su cui poter contare. Single rimasti senza occupazione, dopo l’ennesimo fallimento di una delle tante aziende tessili del nostro territorio, che hanno dovuto fare i conti anche con la propria dignità e affidarsi a enti di volontariato per mangiare.
Sono molti e di ogni estrazione sociale i comaschi che si sono rivolti, in questi anni, alle associazioni dei consumatori per ricevere aiuto. È il caso di un comasco di 40 anni che, dopo essersi separato dalla moglie, ha perso il lavoro, ritrovandosi a dover pagare gli alimenti alla consorte e la rata del mutuo. Come se non bastasse aveva già sottoscritto un finanziamento sull’auto e dato disposizione per la cessione del quinto dello stipendio per altre incombenze. «Si è rivolto a noi in una situazione disperata. Lo abbiamo assistito per cercare di rinegoziare il mutuo», dicono dalla Federconsumatori lariana.
Per fortuna un mese fa l’uomo è riuscito a trovare un lavoro e ora sembra essersi lentamente ripreso. Un fenomeno in aumento, confermato dall’osservatorio della Federconsumatori, è lo sfratto per morosità. Addirittura una ventina negli ultimi mesi. Segno che le situazioni di povertà si fanno sempre più critiche fino a privare il cittadino del bene più caro, l’abitazione. Come nel caso di una famiglia di tre persone residente a Cantù. Moglie e figlia malate di diabete. Finita la locazione, il capofamiglia, in crisi con il lavoro, non aveva possibilità economiche adeguate per un’altra sistemazione. Anche a causa delle spese elevate per le cure dei familiari. Un caso critico tuttora al vaglio dei servizi sociali.
Analoga sorte per una signora di Como di 50 anni, malata e senza reddito, che ha di recente ricevuto lo sfratto per morosità e la prima visita dell’ufficiale giudiziario. Obbligate invece a lasciare l’abitazione altre due donne che vivevano insieme. Purtroppo non sono più riuscite a provvedere alle spese, la loro casa è stata messa all’asta. Ma oltre a questi episodi al limite, esiste anche la quotidianità della crisi. Una segnalazione arriva dal Codacons Como e racconta di una persona, senza più lavoro, che lo scorso giugno ha dovuto pagare bollette per un ammontare complessivo di circa 300 euro e la rata del condominio (500 euro).
Purtroppo, negli ultimi mesi sono numerosi gli indicatori di una recessione che continua a perdurare. Su tutte, la difficoltà sempre più diffusa nel pagare le rate condominiali, quelle del mutuo ma anche le semplici bollette.
 

 
 
 
 
 
 
 
 

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