Alla sbarra i semafori truffa
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fonte:
- Libero
SEGRATE (MI)
È cominciato ieri il processo
contro i semafori succhiasangue di
Segrate. Sul banco degli imputati
nell’udienza preliminare 33 persone
tra comandanti di polizia locale, sindaci
di piccoli comuni e funzionari
pubblici. A puntare il dito contro di
loro oltre duecento automobilisti
truffati dai T-Red, i cosiddetti “sema –
fori intelligenti” che in realtà erano
soltanto furbi.
Il sistema era facile e ben collaudato:
gli apparecchi venivano manomessi
così da multare non solo chi
passava con il rosso, ma anche chi
passava con il giallo che, guarda caso,
durava pochissimo. Non solo la
truffa, ma anche il pericolo di causare
incidenti vista la quasi “inesisten –
za” del giallo. I cinque T-Red incriminati,
installati nel 2006, hanno
funzionato 24 ore su 24 per circa 330
giorni, contravvenendo all’art. 169
del regolamento di esecuzione che
impone il funzionamento dei semafori
urbani dalle 7 alle 23. In tutto
hanno scattato 35mila fotogrammi.
Ciò significa che se tutte le contravvenzioni
fossero risultate valide, in
un solo anno il comune di Segrate
avrebbe incassato cinque milioni di
euro. Un piccolo Superenalotto.
La festa è finita quando qualcuno
si è accorto che c’era qualcosa di
strano. La pioggia di multe si è trasformata
rapidamente in un torrente
di ricorsi chehatravolto il sindaco
Adriano Alessandrini e altri esponenti
del comune. Secondo le indagini
del procuratore aggiunto di Milano,
Alfredo Robledo, il primo cittadino
faceva parte del “sistema” che
ha fruttato oltre 2,4 milioni di euro
alle casse dell’amministrazione. Per
lui l’accusa è turbativa d’asta e abuso
d’ufficio per aver pilotato le gare
d’appalto per piazzare i T-red, mentre
gli altri indagati sono accusati a
vario titolo di associazione a delinquere
e turbata libertà degli incanti.
Afargli compagnia c’è Raoul Cairoli,
amministratore unico della Ci.ti.esse,
azienda che commercializzava in
via esclusiva i T-Red.
Durante l’udienza di ieri davanti al
gup di Milano Bruno Giordano, hanno
chiesto di costituirsi parte civile
225 automobilisti destinatari di multe
irregolari. Con loro ci sono anche
la società produttrice dei T-Red e il
Codacons, che ha chiesto centomila
euro di danni e ha invitato tutti i cittadini
truffati a farsi avanti. «Secondo
la nostra tesi hanno diritto ad avere
indietro i soldi delle multe pagate e
i soldi per sostenere il corso per il recupero
dei punti della patente – ha
dichiarato il presidente del Codacons
di Milano, l’avvocato Marco
Maria Donzelli – C’è tempo fino alla
prima udienza del rinvio a giudizio».
Al momento all’appello hanno risposto
180 automobilisti difesi
dall’avvocato Gianclemente Benenti
mentre gli altri 45 sono sostenuti
da Maria Francesca Fuso. È partita
da quest’ultima l’idea di formare un
fronte comune contro i “vampiri
rossi”. Con il sostegno di un cittadino,
Luciano Stoppani, e dell’ex comandante
della polizia locale di Segrate,
Franco Fabietti, in poco tempo
l’esercito dei truffatihaassuntola
forza e la compattezza di una testuggine.
Il primo passo è stato fatto, adesso
bisognerà aspettare l’udienza del 16
giugno, quando si discuterà delle richieste
di costituzione.
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