19 Maggio 2011

POVERTA’: STUDIO SINTESI, UN CONTRIBUENTE SU 8 SOTTO LA SOGLIA

 
CODACONS: UNA FAMIGLIA SU 3 NON ARRIVA A FINE MESE. IL GOVERNO RIVEDA IL MECCANISMO DELLA SOCIAL CARD

 
Secondo una  ricerca effettuata dal Centro Studi Sintesi di Venezia a livello territoriale, circa un contribuente su 8 in Italia si colloca sotto la soglia di povertà.
Si tratta di dati che dovrebbero allarmare qualunque persona capace di intendere e di volere. Ma finora tutti i dati sulla povertà, da quelli Istat a quelli Caritas, hanno lasciato indifferenti le istituzioni pubbliche e non hanno determinato scelte conseguenti da parte di chi ci governa. Inoltre il fatto che nella classifica si trovino ai primi posti ricche città del Nord, come ad es. Brescia, è l’ennesima conferma di quanto il Codacons va sostenendo da tempo: il costo della vita alto e la mancata difesa in termini reali di salari, stipendi e pensioni hanno impoverito le famiglie italiane. Dal 2002, con l’introduzione dell’euro, il costo della vita è raddoppiato mentre i redditi sono rimasti al palo.
Per il Codacons questi dati, comunque, per quanto drammatici ed incompatibili per un Paese che vuole definirsi civile, non rendono l’idea della vera condizione di disagio in cui versa ormai un terzo delle famiglie italiane. Se, infatti, 1 su 8 sono sotto la soglia di povertà, per il Codacons più di 3 famiglie su 10, ossia un terzo degli italiani, non arriva a fine mese. Sono quelli che per vivere devono indebitarsi, che non possono permettersi di andare dal dentista, che non vanno più in vacanza, che pagano in ritardo le bollette perché devono aspettare che entri lo stipendio e che vanno nei guai se per caso si guasta la macchina. In una parola sono quelli che la notte non riescono a dormire per la preoccupazione di non riuscire a farcela.
Ecco perché è scandaloso che il Governo abbia disfatto il meccanismo della social card invece di rafforzarla, passando ad esempio dalle elemosina di 40 ad 80 euro al mese e dandola almeno ai 7,8 milioni di individui poveri indicati ufficialmente dall’Istat.
 
 

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