Parmalat dice no all´offerta Lactalis
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fonte:
- la Repubblica
MILANO – Parmalat dice no all´offerta di Lactalis ma non alza le barricate contro la scalata francese. I 2,6 euro ad azione offerti dal gruppo della famiglia Besnier – ha sostenuto ieri il consiglio all´unanimità – «non rappresentano il valore del capitale economico della società nel contesto di un´operazione di presa di controllo». Il prezzo, in sostanza, è troppo basso anche se il consiglio – che si è avvalso per le sue decisioni di un´analisi di Goldman Sachs – non ha indicato quale valore sia ritenuto adeguato. La cifra offerta da Lactalis corrisponde al valore medio cui i francesi hanno pagato il 29% di Parmalat che già hanno in portafoglio e un premio del 21% sulle quotazioni degli ultimi 12 mesi. Probabile però che il cda di Collecchio spinga per chiedere per i soci quei 2,8 euro pagati dai Besnier a tre grandi fondi d´investimento per il loro 15,6% di Collecchio, un´operazione decisiva per prendere il controllo dell´azienda italiana. Il cda guidato da Enrico Bondi ha puntato il dito anche contro alcuni aspetti industriali dell´operazione: le nozze garantirebbero sinergie negli acquisti ma non nella produzione e l´integrazione aumenterebbe la presenza del gruppo italiano in mercati già maturi e non nei paesi emergenti. Fattori che metterebbero a rischio investimenti, dividendi e crescita per linee esterne. Queste osservazioni sono inserite nel documento inviato alla Consob in cui Parmalat dettaglia le ragioni del suo no al prezzo dell´offerta. Difficile però che i francesi cedano alle pressioni. L´operazione è "volontaria" e quindi non esiste alcun vincolo di prezzo per gli scalatori. Al rilancio del resto non sembra credere nemmeno Piazza Affari dove i titoli di Collecchio hanno chiuso ieri a quota 2,6 sullo stesso livello della vigilia. Antonio Sala del resto, presidente di Lactalis Italia, ha ribadito nei giorni scorsi che «il prezzo è quello». Lactalis tra l´altro ha tutto l´interesse a un´adesione limitata alla sua offerta, in modo da ridurre al minimo l´esborso finanziario e intende in ogni caso lasciare Parmalat quotata in Borsa. Se venissero consegnati tutti i titoli in circolazione, i Besnier dovrebbero firmare un assegno da 3,3 miliardi e l´indebitamento netto dell´impero di famiglia salirebbe a quota 7,1 miliardi. L´iter dell´operazione pare però a questo punto segnato: l´Opa francese dovrebbe durare fino all´8 luglio. L´assemblea di Collecchio di fine giugno provvederà però già a nominare un nuovo consiglio in cui nove consiglieri su 11 saranno espressione della lista di Lactalis che da quel giorno avrà già in mano grazie al suo pacchetto del 29% il controllo industriale del gruppo. L´unica incognita a questo punto – anche se labile – è giuridica. Il Tar del Lazio Lazio deciderà oggi se accettare la richiesta della Codacons di bloccare l´offerta di Lactalis. Il ricorso – presentato al fianco dell´Associazione Utenti Servizi finanziari, bancari e assicurativi – si basa sulle presunte carenze sul fronte della trasparenza che non consentono scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti.
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