Parmalat boccia l’ Opa di Lactalis
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fonte:
- La Stampa
L’ ad Enrico Bondi, probabilmente il suo ultimo cda in Parmalat I consiglieri d’ amministrazione di Parmalat hanno bocciato all’ unanimità l’ Opa che i francesi di Lactalis hanno lanciato a 2,60 euro per azione sul gruppo alimentare di Collecchio. Una raccomandazione agli azionisti che però non avrà ricadute sull’ Opa e non obbliga Lactalis ad alzare il prezzo dell’ Offerta pubblica d’ acquisto. Ora i riflettori di Piazza Affari sono puntati su quello che accadrà oggi, quando il Tar del Lazio, su ricorso dell’ associazione dei consumatori Codacons, deciderà se bloccare l’ Opa su Parmalat lanciata dalla famiglia Besnier, proprietaria del colosso del latte, Lactalis. Ieri il Cda, che si è riunito a Milano, dopo tre ore ha ritenuto all’ unanimità, anche considerata l’ analisi svolta dall’ advisor finanziario Goldman Sachs, che il prezzo di 2,6 euro non è stato ritenuto congruo, non rappresentando «il valore del capitale economico di Parmalat nel contesto di un’ operazione di presa di controllo». Secondo un documento approvato dal cda e reso noto da Radiocor , «il prospettato consolidamento (di Parmalat con Lactalis, ndr) potrebbe comportare un indebolimento del gruppo». L’ analisi dei consulenti di Goldman Sachs, la banca d’ affari Usa che in Italia è guidata da Paolo Zannoni, ha analizzato il valore di Parmalat applicando diverse metodologie e indicando per ognuna le forchette di prezzo. Sulla base dei diversi parametri, il prezzo di 2,6 euro è stato ritenuto inferiore a quello che valorizzerebbe appieno la società. In altre parole, secondo Enrico Bondi, ad di Parmalat e i consiglieri l’ offerta andrebbe rivista all’ insù, avvicinandola quindi a quei 2,80 euro pagati da Lactalis per rilevare il 15,4% dai tre fondi esteri (Skagen, Zenit e MacKenzie). Il che significherebbe alzare il prezzo dell’ Opa di altri 260 milioni fino a 3,63 miliardi. Il board, che oltre che da Goldman Sachs è stato assistito dagli studi legali Lombardi Molinari, Shearman & Sterling e Legance, sta mettendo a punto il documento dell’ emittente che andrà al vaglio di Consob. L’ Authority avrà un paio di giorni per fornire le sue valutazioni ed entro lunedì l’ opinione del Cda dovrà essere portata all’ attenzione del mercato, prima che inizi il periodo di offerta di Lactalis. L’ Opa inizierà lunedì e terminerà l’ 8 luglio. L’ obiettivo dei francesi è quello di chiudere l’ offerta almeno col 55% del capitale in modo di centrare una delle condizioni d’ efficacia dell’ operazione. E se raggiungessero solo questa soglia, Lactalis conquisterebbe la maggioranza assoluta di Collecchio limitando peraltro l’ intervento delle banche a poco più di un miliardo (anziché i 3,4, nell’ ipotesi di adesione totalitaria). All’ assemblea di fine giugno per il rinnovo del Cda i francesi si presenteranno forti del loro 29% di Parmalat e, salvo colpi di scena, nomineranno la maggioranza dei consiglieri. Superato l’ appuntamento col Cda di Parmalat – probabilmente l’ ultimo dell’ era Bondi ora la palla passa al Tar del Lazio che oggi si esprimerà sull’ esposto presentato dai consumatori (Codacons e l’ Associazione Utenti Servizi finanziari, bancari e assicurativi) che avevano chiesto la sospensione dell’ Opa sulla base di presunte violazioni del Testo unico della Finanza. Il Codacons ha inviato un esposto alla procura di Milano, chiedendo il sequestro del provvedimento con cui Consob ha autorizzato l’ Opa di Lactalis. Il gruppo dei Besnier punta al 55% dei titoli spendendo così poco più di un miliardo.
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