11 Maggio 2011

Acqua, il Codacons prende posizione

Acqua, il Codacons prende posizione
 

SERRASANBRUNO-«E’ doverosointervenire sul gravissimo problema riguardante la potabilità dell’ acqua in quanto in questi giorni molti cittadini sono legittimamente preoccupati dagli avvisi affissi dal Comune in tutto il paese e dagli articoli apparsi sulla stampa».E’ quanto esprime in una nota, il Codacons nella persona del responsabile locale Antonio Carnovale che si è sempre contraddistinto per essere stato in prima fila nella lotta per l’ acqua potabile la cui carenza da alcuni anni arreca disservizi alla cittadinanza. «Il Commissario Prefettizio con Ordinanza n° 06/2011 ha revocato la precedenten°04/2011,sancendo,difattolapotabilitàdell’ acquachescorreneirubinetti serresi. In modo "stranamente" repen tino – si legge nella nota – i muri del paese sono stati ricoperti di avvisi relativi ad un imminente distacco delle forniture morose. Premesso che rientra nei doveri di un Ente Pubblico recuperare le somme evase attinenti a mancati pagamenti di imposteetassecomunali, specieladdove, come aSerra SanBruno, è stato di recente approvato unpiano di recupero dei crediti, si sarebbe però auspicato, da parte di chididovere, unaequivalentechiarezza e autorevolezza nell’ informare i cittadini, ancorchèmorosi, suipresuntiinterventi postiinattoecheavrebberoridatonuova potabilità al liquido erogato dal Comune». A detta del Codacons «non si conoscono, tutt’ oggi infatti, quali sonole motivazioni che stanno alla base di un continuo walzer di ordinanze, che non fanno altro che determinare incertezza e provocare danni e disagi allapopolazione». Nell’ attesa di conoscere le risposte alle domande del Codacons anche per iscritto, e nell’ attesa di visionare la relazione deiNasdeiCarabinieri, «visionechenonè stataconsentita,vièdadirechedalpunto di vista contrattuale vi è da parte di chi fornisce l’ acqua alle case di cittadini un inadempimento grave, sia perché il bene somministratononcorrispondeallequa lità promesse e sia perché è vessatoria la clausola con la quale si minaccia la sospensionedellafornitura». Secondo il Codacons, inoltre, «non sono bene determinati i presunti crediti vantati dal Comune, anche laddove si pensi che non è stata fornita prova del corretto funzionamento del depuratore comunale e nonostante la Sentenza della Corte Costituzionale che dichiara inammissibile l’ imposizione tributaria relativa ad un servizio inesistente o inefficiente, ancora non sono stati restituiti i soldi pagati in esubero dagli utenti, con il rischiochetalicreditivadanoinprescrizione». L’ associazione si dice vigile sulla questione e «invita i cittadini a protocollare al Comune richieste di chiarimento sulla reale potabilità dell’ acqua e sulla corretta determinazione del credito van tato dall’ Ente, e laddove ve ne sia necessità, di rivolgersi all’ Autorità Giudiziaria anche per il risarcimento dei danni».

 

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