Codacons denuncia l’Ama: “Strade sporche in 9 casi su 10”
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- Eco dalle città
La pulizia delle strade romane è «insufficiente», addirittura «scandalosa». Per questo Codacons ha presentato, in seguito a un monitoraggio di dieci giorni su dieci vie della città, una denuncia alla Procura contro Ama, «ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio e chiedendo sanzioni e provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti addetti alla pulizia delle strade in questione».
Dalle indagini, spiega l’associazione, è infatti risultato un livello di pulizia e raccolta dei rifiuti complessivamente «negativo» in nove strade su dieci. «Di queste, ben quattro (via Carnaro a Conca d’oro, via G. Stampa a talenti, via Borgo Ticino e via di Casalotti a Casalotti, ndr) versano in condizioni pessime, essendo state sottoposte a pulizia solo una o due volte in 10 giorni. Cinque strade (Via V. Arminjion e via Bettolo a Prati, via R. Michels a Collatino, via Campo Ligure a Torrevecchia e via Aurelia al civico 300, ndr) fanno invece registrare risultati insufficienti, e sono apparse pulite appena 4 volte in 10 giorni. Una sola la strada (via Appia, tra via Bobbio e via Tortona, ndr) con livelli di pulizia sufficienti». Il monitoraggio è avvenuto dal 21 al 30 marzo, con lo scopo di verificare la frequenza nella pulizia delle strade da parte dell’Ama. Semplici le modalità dell’indagine: «Il controllo è stato eseguito depositando in punti precisi dei rifiuti (bottigliette di plastica, lattina, cartacce, ecc.) per poi verificare ogni mattina se quegli stessi rifiuti fossero stati rimossi, o se ad essi se ne fossero aggiunti degli altri. In caso di rimozione, sono stati ricollocati nel medesimo punto ulteriori rifiuti».
E contro il degrado di alcune zone della città (buche stradali, mezzi pubblici insufficienti, sovraffollati e in perenne ritardo, strade sporche e insicure, e altri disservizi), Codacons sta anche preparando un’azione legale contro il Comune per ottenere 1,5 miliardi di euro di risarcimento danni, ossia 1.000 euro a cittadino. «La Giunta Comunale di Roma – spiega l’associazione – ha emanato due deliberazioni con cui ha definito e circoscritto, secondo precisi indicatori sociali, quali sono le zone degradate presenti nella capitale. Ciò significa che il Comune era ed è consapevole dello stato di abbandono e incuria in cui versano numerosi quartieri, e nulla finora ha fatto per garantire ai cittadini di tali zone un livello accettabile di decoro urbano». All’azione legale possono partecipare tutti i cittadini che risiedono nei quartieri classificati come “degradati” dalla Giunta capitolina
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