Parmalat, il governo non si opporrà ai francesi
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fonte:
- Il Piccolo
MILANO Opa Parmalat, il prezzo (forse) non è giusto. Il Cda del gruppo agroalimentare non ha chiesto ieri ai francesi di Lactalis di alzare la loro offerta da 2,6 euro per azione, ma ha dato mandato agli advisor per verificare la congruità della proposta. La mossa del numero uno Enrico Bondi potrebbe in effetti preludere a una richiesta di revisione al rialzo, quanto meno ai quei 2,8 euro pagati dai fondi esteri per mettere insieme il corposo pacchetto (15%) repentinamente ceduto proprio a Lactalis. La Borsa sembra crederci, visto che ieri i titoli hanno chiuso in progresso dell’ 1,35% a 2,59 euro. In ogni caso, ha tenuto a precisare in una nota il Cda Parmalat – Bondi, come sempre, non ha rilasciato alcun commento – l’ offerta francese «non è stata né sollecitata né concordata con la società». Il Consiglio si è affidato dunque agli advisor finanziari e legali Goldman Sachs, Shearman & Sterling, Studio Legale Lombardi Molinari e Associati e Studio Legale Legance per l’ assistenza in relazione all’ Opa Lactalis. Che con buona probabilità andrà in porto, nonostante l’ eventuale frenata di Collecchio sul prezzo, per il manifesto disarmo della possibile cordata italiana e il via libera del premier Berlusconi. La contesa italo-francese, già al centro di frizioni fra il presidente del Consiglio e il ministro Tremonti, è rimbalzata ieri sul tavolo del vertice di maggioranza con i capigruppo, convocato sulle mozioni per la Libia. E a Palazzo Chigi il premier ha confermato il "nulla osta" accordato in occasione del recente incontro col presidente francese Sarkozy. «Ho sentito anche il presidente della Consob, Giuseppe Vegas per avere chiarimenti e lui mi ha risposto che l’ operato dei francesi è stato corretto. Non ci possiamo opporre per principio», è stato il ragionamento del capo del governo. Berlusconi ha messo al corrente i presenti anche di un contatto telefonico avuto con Enrico Bondi, che gli ha esposto la linea aziendale riguardo al prezzo per l’ Opa. A Montecitorio, intanto, si è esaurito in poche ore il cammino in aula del dl cosiddetto anti-scalate, che consente lo slittamento da 120 a 180 giorni (quindi a fine giugno) della convocazione dell’ assemblea annuale per alcune tipologie di società quotate in Borsa, fra le quali Parmalat. Se il governo è morbido, a dissotterrare l’ ascia di guerra sono state invece le associazioni dei consumatori e risparmiatori, già scottati, questi ultimi, del famoso crac della Parmalat di Calisto Tanzi. Secondo il Codacons «l’ Opa su Parmalat presentata da Lactalis, un’ impresa francese che da anni non pubblica i bilanci, viola i principi del Testo Unico della Finanza e del Regolamento Emittenti». Per questa ragione depositato ieri insieme all’ Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi un ricorso al Tar del Lazio chiedendo il blocco dell’ operazione. «L’ Opa in questione – spiegano le due associazioni – viola il principio di trasparenza e non consente scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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