30 Aprile 2011

Prezzi più alti e meno lavoro

Prezzi più alti e meno lavoro
 

Giovedì a Helsinki i banchieri centrali del consiglio direttivo della Bce si troveranno davanti ad un rebus non facile da risolvere. I prezzi sono in salita. Il tasso d’ inflazione nei 17 Paesi dell’ area euro è arrivato al 2,8% in aprile. Ma nello stesso tempo la ripresa sembra aver superato il picco. L’ indice della fiducia delle imprese rallenta. Le vendite al dettaglio sono calate del 2,1% a marzo in Germania, che resta la locomotiva del continente. Prezzi alti richiederebbero una stretta monetaria e, in questa logica, la Bce potrebbe anticipare a maggio il secondo rialzo dello 0,25% dei tassi, dopo averli aumentati di un quarto di punto solo un mese fa. Ma il rallentamento economico e il balzo della disoccupazione, registrato in particolare nell’ area mediterranea, richiederebbe proprio il contrario: ovvero una politica del credito più espansiva. Gli Stati Uniti il problema lo hanno risolto. Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha deciso che i tassi di interesse resteranno bassi ancora per un po’ . Perché la disoccupazione fa più paura del dollaro debole e dell’ aumento del costo della vita. Ma Bernanke ha ricordato un concetto poco gradito ai banchieri europei. Ovvero che la politica monetaria non è l’ arma più efficiente per spingere la crescita. Fed e Casa Bianca hanno come priorità quella di far scendere rapidamente il tasso di disoccupazione. La Bce invece – per statuto – si occupa di prezzi. E il tasso di inflazione è ampiamente superiore al target del 2% fissato. A trainare la corsa del carovita ci sono energia, carburanti e, in Italia, anche i prezzi amministrati: tariffe, bollette, biglietti aerei e ferroviari. Codacons e Federconsumatori calcolano che gli aumenti costeranno circa 2 mila euro a famiglia. Il capitolo crescita sarebbe di competenza dei singoli Stati. E qui i numeri dicono che la ripresa è insufficiente. In Italia a marzo c’ è stata una crescita dello 0,5% dei posti di lavoro e contemporaneamente il tasso di disoccupazione è salito all’ 8,3%. Il doppio aumento si spiega con il fatto che diminuisce il numero degli inattivi e cresce quello di chi cerca impiego. In particolare i giovani il cui tasso di disoccupazione è salito al 28,6%. Un problema che hanno in forma acuta tutti i Paesi dell’ area mediterranea. In particolare la Spagna dove si registra il record di 21,3% di disoccupati e il 44,6% dei giovani non trova lavoro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this