Cellulite, i rimedi miracolosi sono sempre sotto accusa In Francia li vietano, in Italia?
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fonte:
- Alto Adige
In una rubrica del maggio scorso precisavo che il termine "cellulite" viene spesso usato ma erroneamente per indicare l’ aspetto "a buccia d’ arancio" della cute. Segnalavo pure in quell’ occasione un esempio eclatante di pubblicità scorretta riguardante il prodotto Somatoline, pubblicità che non cessa nonostante una doppia sanzione per pubblicità ingannevole. Ma tale preparato non è che uno dei rimedi (di efficacia non documentata in studi controllati) promozionati dai media per la "cura" della cellulite, tra i quali iniezione di lipolitici o tecniche lipo-riduttive utilizzanti agenti fisici quali laserterapia, infrarossi, radiofrequenza, ultrasuoni, mesoterapia. Uno dei motivi per cui le persone ci provano è che giornali autorevoli che pure riservano uno spazio alla ricerca e alla medicina scientifica, pubblicizzano a seguire terapie per le quali viene indicato (ma in corpo piccolo!) che si tratta di inserzioni a pagamento. Se il lettore non è smaliziato, la sostanziale differenza tra i due tipi di informazione non viene colta. Ne consegue che "la promozione diluisce l’ informazione", anche perché si spende molto di più per la prima (i ricavi sono cospicui dato che i lettori di giornali e i tele plagiati sono numerosi) che non per la seconda (rintracciabile soprattutto in riviste mediche o in qualche sito di nicchia, molto meno frequentati). Desta dunque indubbio scalpore il comunicato del Ministero della Salute francese con cui vieta lo scioglimento/rimozione del grasso (lipolisi) ottenuta con le terapie estetiche di cui sopra, considerata più pericolosa della liposuzione chirurgica. Il divieto (decreto del 12/4 2011) è stata deciso in base al rapporto della Haute Autorité de la Santé che, a fronte degli incerti/irrilevanti benefici clinici dei trattamenti, ha segnalato 23 complicanze gravi, 17 casi di infezioni cutanee, oltre ad ematomi, infezioni generalizzate e setticemie. Un divieto pesante data la diffusione delle cure anticellulite per le quali sono in commercioi circa 100 macchinari e si registrano in Italia 100.000 gli interventi cosmetici (la spesa relativa si aggira intorno ai 10 miliardi di euro). Com’ era prevedibile, le decisioni del Ministero francese hanno trovato anche da noi sia consensi che obiezioni. Contrari ovviamente al divieto, oltre che singoli specialisti, si sono dichiarate ad esempio la Società Italiana di Chirurgia Estetica e quella di Medicina Estetica. Favorevole invece ad "importare" un divieto analogo anche nel nostro Paese è la Codacons, una delle maggiori associazioni per la difesa del consumatore e dell’ ambiente. Sembra che pure il nostro Ministero stia per consultare ad hoc l’ Istituto Superiore di Sanità per poi pronunciarsi in merito. Prevedo qualche resistenza al divieto.
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