Storico 1° maggio con i negozi aperti La Cgil resta sola
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fonte:
- Libero
Domenica primo maggio potrà essere
una giornata di shopping per imilanesi
che rimarranno in città. Nonostante
l’ostilità dei sindacati, e la decisione del
Cub di proclamare lo sciopero dei lavoratori
del commercio per il prossimo fine
settimana, ieri l’assessore comunale alle
Attività produttive, Giovanni Terzi, ha infatti
firmato la richiesta di deroga all’ob –
bligo di chiusura degli esercizi pubblici
per il giorno della Festa dei lavoratori.
Una decisione storica, visto che è la primavolta
che i negozi e i centri della grande
distribuzione potranno tenere le saracinesche
alzate sull’intero territorio comunale,
alla quale da Palazzo Marino si è
arrivati sulla spinta di diverse considerazioni.
«Domenica Milano ospiterà numerosi
eventi – ha spiegato Terzi – quali la
manifestazione per la Festa dei lavoratori,
la trasmissione in piazza Duomo della cerimonia
di beatificazione di Giovanni
Paolo II e la seconda edizione di Naviga-
Mi, il salone nautico sul Naviglio Grande
».
Di fronte al grande afflusso di visitatori
previsti in città, e «con la volontà di rendere
Milano sempre più accogliente nei
confronti dei turisti italiani e stranieri che
la visitano – ha proseguito Terzi – questo
atto non solo era utile, ma anche necessario
». Una posizione condivisa non solo
dai commercianti, ma anche da consumatori
e artigiani, d’accordo pure nel
prendere posizione contro la Cgil, che attraverso
il segretario generale della Camera del
lavoro di Milano, Onorio Rosati,
ieri ha ribadito «il giudizio negativo su una
decisione presa unilateralmente dal Comune
di Milano», e accusato Terzi di «fare
la propria campagna elettorale sulla vicenda
del primo maggio». Peccato che in
questo momento «il problema principale
sia la salvaguardia del reddito dei consumatori
» ha sottolineato il Codacons. E
che, in questo senso, «le liberalizzazioni
degli orari e delle aperture dei negozi servono
anche ad aumentare la concorrenza
nel settore e ad abbassare i prezzi».
Quanto alla polemica sul significato
della Festa dei lavoratori, «la verità – ha
proseguito il Codacons – è che da alcuni
anni si coglie l’occasione del primo maggio
per strumentalizzare un tema importante
come l’apertura dei negozi a fini
squisitamente politici». Da qui una proposta
tanto semplice quanto drastica,
cioè quella di «introdurre la possibilità per
tutti i negozi di tenere aperti 365 giorni
all’anno, 24 ore su 24».
Meno provocatoria, ma comunque
ferma, anche la posizione degli artigiani
meneghini. «Prendiamo atto con soddisfazione
che l’assessore Terzi ha raccolto
le nostre richieste – ha spiegato Marco Accornero,
segretario generale dell’Unione
artigiani della Provincia di Milano – e concordiamo con lui
nella valutazione diuna
iniziativa tesa a valorizzare Milano, rendendola
viva e ospitale per turisti e cittadini
». Quanto alle polemiche con i sindacati,
«non rileviamo alcuna coercizione
nei confronti di artigiani e operatori commerciali
» ha proseguito Accornero. «Si
tratta di un’opportunità assolutamente
facoltativa, che lascia libero ognuno di
decidere come meglio crede».
La deroga concessa dal Comune prevede
infatti che in centro tutti i negozi possano
liberamente decidere se aprire o
meno,mentreal di fuori della Cerchia dei
Navigli gli esercizi di medie e grandi dimensioni
potranno aprire il primo maggio
a patto di rinunciare all’apertura
straordinaria già fissata per domenica 2
ottobre. Due opzioni che non rappresentano
certo una pistola alla tempia, di fronte
alle quali «dispiace vedere che solo la
Cgil si ostina a combattere una battaglia
stantia e superata» ha concluso Terzi.
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