26 Aprile 2011

Cipaf, corsa contro il tempo per evitare lo stop delle imprese

Cipaf, corsa contro il tempo per evitare lo stop delle imprese
 

Un’ inchiesta che è partita nel dicembre del 2009 da un esposto del vecchio gestore del Cipaf e dal Codacons che segnalavano ai carabinieri l’ inutilità del nuovo depuratore consortile da 3.2 milioni di euro di soldi pubblici. Da qui la Procura di Tolmezzo, con il supporto investigativo dei carabinieri del Reparto operativo, ha cominciato un’ indagine che ha portato all’ iscrizione nel registro degli indagati per l’ ipotizzato reato di abuso d’ ufficio di dodici persone tra i quali l’ ex Cda del Cipaf. Due settimane fa poi, sempre nell’ ambito dell’ inchiesta, il Gip ha dato il via al sequestro del depuratore consortile accusato da una perizia disposta dalla Procura di inquinare. GEMONA Mentre l’ amministratore del depuratore consortile, Lucio Chiarelli, sta affrontando una corsa contro il tempo per definire gli interventi da realizzare sull’ impianto, palazzo Boton si prepara a ospitare un’ altra assemblea dei soci del Cipaf. Dopo l’ infiammata seduta della scorsa settimana, i principali "azionisti" del consorzio industriale si ritroveranno infatti a Gemona alle 18 per votare il bilancio consuntivo 2010. Il presidente dell’ ente, Ivano Benvenuti, darà nuovamente lettura della relazione allegata al bilancio per poi passare la parola ai soci che vorranno intervenire prima di mettere ai voti il documento contabile. Passaggio scontato? Tutt’ altro. Stando a quanto emerso durante la precedente assemblea straordinaria, tra i soci serpeggia infatti una certa insoddisfazione, che ha già spinto il sindaco Luca Marcuzzo e con lui, tra gli altri, il vicepresidente dell’ Api di Udine, a suggerire la via del commissariamento dell’ ente. Una soluzione che, perseguibile o meno che sia (sono infatti state rilevate incongruenze tra la realizzazione di quest’ ipotesi e la legge regionale che norma la materia dei consorzi industriali) rivela comunque una mancanza di fiducia dei soci nell’ attuale dirigenza. Marcuzzo vedrebbe, e lo ha dichiarato apertamente, una garanzia in più, sia dal punto di vista procedurale che della capacità economica, se fosse un commissario nominato dalla Regione a gestire il delicato momento. Ricordiamo che di recente è stato sequestrato il depuratore consortile, su disposizione del Gip del Tribunale di Tolmezzo, e che la Procura ha nominato un custode giudiziario il quale dispone ancora di una manciata di giorni per redigere il cronoprogramma per la messa in sicurezza del nuovo impianto di depurazione del consorzio. Definiti gli interventi da eseguire, si dovrà andare alla ricerca dei "quattrini" per realizzarli, visto che il Cipaf non dispone di fondi propri. Marcuzzo e qualche altro socio (Api, ma anche Camera di Commercio e più "timidamente" Confindustria) sono dell’ opinione che il compito sarebbe più semplice a un commissario, figura che però la legge prevede venga nominata dalla Regione solo in caso di importanti inadempienze del Cda insediato. Se per il sindaco di Gemona la strada è impraticabile, oltre che insensata – "meglio avere alla testa del consorzio espressione dei soci, che conosce bene la situazione, piuttosto che un commissario calato dall’ alto", dichiara il primo cittadino di Gemona -, Marcuzzo insiste, tanto che nei giorni scorsi ha inviato un fax ai soci chiedendo di riflettere sull’ opzione commissariale. Chi avrà ragione? Maura Delle Case ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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