Crac Parmalat, tutte assolte le banche straniere I manager: “Non è successo niente”. Il Codacons: “Vergogna”
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MILANO – Assoluzione piena per le banche straniere accusate di aver venduto azioni Parmalat nascondendo al mercato l’incombenza del crac.
Morgan Stanley, Bank of America, CitiGroup e Deutsche Bank non furono complici di Calisto Tanzi.
Quando i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto le banche, accusate di responsabilità nel reato di aggiotaggio imputato invece ai manager, qualche dirigente si è persino abbracciato e sorridendo ha commentato: «Non è successo niente».
E’ invece un boccone amaro da mandare il verdetto per le associazioni dei consumatori che speravano in un rimborso.
Assolte per non avere commesso il fatto o perché il fatto non sussiste le quattro banche estere e i 6 funzionari chiamati a processo: le banche per avere violato la legge 231 del 2001, che impone l’adozione di modelli organizzativi per prevenire i reati commessi dai dipendenti.
Assolti anche i funzionari dall’accusa di aver dato false comunicazioni al mercato per «gonfiare» il titolo Parmalat oltre il proprio reale valore di mercato.
I dirigenti dei quattro istituti sono Paolo Botta (Citibank), Giaime Cardi (Credit Suisse), Marco Pracca e Tommaso Zibordi (Deutsche Bank) e Paolo Basso e Carlo Pagliani (Morgan Stanley).
La procura, al termine della requisitoria il 17 gennaio scorso, aveva chiesto la condanna degli istituti di credito a una sanzione di 900.000 euro ciascuno e la confisca di 120 milioni di profitti ritenuti illeciti: in particolare, 14 milioni di euro a Deutsche Bank, 70 milioni di euro a Citigroup, 30 milioni e 705.000 euro a Bank of America e 5,9 milioni di euro a Morgan Stanley .
I legali delle banche, nel corso delle arringhe, hanno definito le accuse infondate, proclamando la correttezza dell’operato degli istituti, chiamati a rispondere del reato di aggiotaggio per la responsabilità amministrativa nei confronti delle condotte illecite dei propri funzionari per effetto della legge 231.
È stata una «indagine doverosa», anche se «forse non siamo riusciti a trovare gli elementi sufficienti per dimostrare la responsabilità degli imputati».
Avrebbero affermato i pm dopo la lettura della sentenza.
La formula con cui sono stati assolti gli imputati è stata per diversi capi di imputazione «per non aver commesso il fatto».
Quindi , per il tribunale la colpa dell’aver nascosto il crac si può attribuire solo da persone all’interno di Parmalat.
«Per noi è una vittoria, è stato fatto uno sforzo incredibile ma il nostro cliente era totalmente innocente» ha affermato il legale di Deutsche Bank aggiungendo che questi «sono processi che all’inizio hanno avuto una violentissima reazione pubblica, gli imputati hanno rischiato di perdere la carriera ma il periodo lunghissimo ha avuto una visione più razionale».
Citi ha parlato di Tribunale «forte e indipendente» ricordando di aver «sempre sostenuto di esser stati defraudati» e tuttavia di aver offerto risarcimenti ai risparmiatori «per ragioni morali».
Per Bank of America «ancora una volta è stato confermato che nessuno dei dipendenti della banca fosse a conoscenza della frode di Parmalat e che la stessa è stata perpetrata solo da alcuni suoi esponenti con l’assistenza di alcuni revisori contabili».
Di sentimento diametralmente opposto l’opinione dei risparmiatori.
L’assoluzione delle banche estere «è una vergogna – ha commentato il presidente Codacons, Carlo Rienzi -, i magistrati italiani scendono in campo contro processi brevi e prescrizioni, e poi, quando si trovano a decidere su queste vicende, danno torto ai cittadini e assolvono le banche».
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