19 Aprile 2011

Aggiotaggio: assolte quattro banche estere

Aggiotaggio: assolte quattro banche estere
 

 Clamorosa sentenza a Milano: i giudici della seconda sezione penale hanno assolto le quattro banche estere imputate di aggiotaggio per il crack della Parmalat. Assolti anche 5 dirigenti delle stesse banche. Per i giudici le 4 banche (Morgan Stanley, Bank of America, CitiGroup e Deutsche Bank) non hanno commesso il reato di «aggiotaggio informativo» e non lo hanno fatto neppure i manager delle stesse banche accusati di aver dato false comunicazioni al mercato per «gonfiare» artificialmente il valore dei titoli Parmalat. La sentenza dei giudici della seconda sezione penale di Milano è arrivata dopo circa tre ore e mezza di camera di consiglio. Le banche estere, quindi, non sono state complici di Calisto Tanzi nel diffondere false informazioni al mercato sui bond. Per la pubblica accusa (i pm erano Eugenio Fusco e Carla Nocerino) si tratta di una sconfitta clamorosa: avevano chiesto di confiscare ai quatto istituti di credito 120 milioni di euro, più il pagamento di 900 mila euro ciascuno a titolo di risarcimento. Per i manager delle banche, Fusco e Nocerino avevano chiesto pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi di reclusione. Con il verdetto di ieri rimangono delusi, e a mani vuote, i 40 mila risparmiatori beffati dall’ acquisto di bond Parmalat e che si erano costituiti parte civile per cercare di ottenere un risarcimento. E’ stata una «indagine doverosa», anche se «forse non siamo riusciti a trovare gli elementi sufficienti per dimostrare la responsabilità degli imputati»: è quanto hanno riferito fonti della procura di Milano, in merito alle assoluzioni. Il riferimento alla responsabilità è stato fatto perché la formula con cui sono stati assolti gli imputati è stata per diversi capi di imputazione «per non aver commesso il fatto». Quindi, notano le stesse fonti, si può in qualche modo dire che «se il reato c’ è stato (in questo caso alcuni comunicati con informazioni non rispondenti al vero), forse l’ interpretazione del tribunale è che è stato commesso solo da persone di Parmalat». Grande soddisfazione delle banche assolte. Bank of America ha ribadito che «nessuno dei dipendenti era a conoscenza della frode Parmalat». Deutsche Bank ha, invece, dichiarato che «l’ istituto ha dimostrato che la banca e i suoi dipendenti hanno agito con professionalità e nel rispetto della legge italiana». Citigroup si è detta «lieta che il tribunale abbia pienamente riconosciuto le ragioni proprie e del proprio collaboratore Paolo Botta». «Citi ha sempre sostenuto di essere stata defraudata da Parmalat – si legge in una nota – la sentenza conferma inequivocabilmente che Citi e i propri collaboratori non ebbero alcun ruolo nella perpetrazione della più significativa bancarotta fraudolenta nella storia italiana». «Questa decisione – continua l’ istituto di credito – è solo l’ ultima di 20 sentenze in nostro favore e arriva dopo 19 precedenti decisioni in due diverse giurisdizioni – Italia e Usa – in tribunali civili e fallimentari». Durissima la reazione del Codacons alla sentenza: «E’ una vergogna. I magistrati italiani scendono in campo contro processi brevi e prescrizioni, appellandosi proprio a cause di valenza sociale come Parmalat e crack vari, e poi, quando si trovano a decidere su tali vicende, danno torto ai cittadini e assolvono le banche che hanno venduto carta straccia» Intanto è stato comunicato che il 2 maggio si terrà l’ udienza in Corte di cassazione per la sentenza definitiva su Calisto Tanzi, ex patron della Parmalat, condannato per aggiotaggio a 10 anni di reclusione dal tribunale di Milano, con sentenza confermata in appello.

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