Iniziare l’ informazione sin dalla scuola
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fonte:
- La Sicilia.it
Iniziare l’ informazione sin dalla scuola per fare prevenzione primaria e secondaria del cancro mammario e intensificarla negli anni, spingendo le giovani donne a farsi visitare periodicamente e inducendo le ultraquarantenni a sottoporsi oltre che alla visita medesima anche a qualche ecografia. Per le over 50, invece, sempre opportuna una mammografia – supportata magari da una ecografia mammaria ogni due anni – con particolare riguardo per chi ha tra i suoi ascendenti un caso specifico di carcinoma alla mammella. Sono questi, in sintesi, i "comandamenti" ribaditi ieri nell’ incontro di Viagrande che, organizzato dall’ Associazione Agata Donna per le Donne (di cui presidente il chirurgo senologo Sara Pettinato del Garibaldi Nesima), ha coinvolto nella trattazione delle varie tematiche studiosi della materia – tra cui il prof. Paolo Veronesi dell’ Istituto europeo di Oncologia di Milano – e tra i presenti una folta rappresentativa femminile e un’ intera scolaresca del liceo Cutelli. I motivi di tanta prudenza e di tanta sorveglianza sono insiti nelle caratteristiche di questo tipo di tumore che rappresenta il pericolo numero uno delle donne: esso si estrinseca per lo più in una fase più o meno avanzata, ma in compenso può essere scovato al suo primissimo apparire attraverso taluni accertamenti (oltre alla mammografia e alla ecografia, la risonanza magnetica e la Pet). E ancora: una volta messo allo scoperto esso può essere trattato chirurgicamente mediante un intervento che è ormai poco invasivo (sempre in rapporto però alla evoluzione del tumore) e rispettoso dell’ estetica e che risulta nella stragrande maggioranza di casi del tutto risolutivo. Oggi, infatti, questo tipo di operazione ha raggiunto un grande, fondamentale obiettivo: quello di risparmiare quando possibile e quanto più possibile il "simbolo" della femminilità, evitando in tal modo quel crollo psicologico che deriva, nella maggior parte dei casi, da un intervento demolitivo. Oggi, infatti, l’ asportazione di una intera mammella (mastectomia) è diventata vera e propria rarità essendo essa attuata soltanto nei casi limite di invasione del carcinoma; al suo posto viene effettuata un’ operazione quanto più rispettosa dell’ anatomia e dell’ armonia del seno stesso. Purché si arrivi presto alla diagnosi. Tutto ciò è stato spiegato in maniera chiara e convincente (dopo l’ introduzione della dottoressa Pettinato) dal professor Veronesi che, cifre alla mano, ha anche additato i fattori di rischio che stanno alla base dell’ insorgenza di tale tipo di tumore: oltre alla familiarità, una gravidanza in età avanzata, lo stile di vita improntato alla sedentarietà e un’ alimentazione ipercalorica e ricca di grassi e di proteine. E’ stato spiegato inoltre dal dottor Alberto Rosso, primario del Garibaldi Nesima, come oggi viene sempre più praticata la radioterapia nel corso dell’ intervento chirurgico, per evitare lo stressante trattamento radioterapico postoperatorio. Il dottor Angelo Pellicanò, direttore generale dell’ Arnas Garibaldi, ha poi spiegato l’ utilità dei centri di riferimento ospedaliero per questo tumore e l’ opportunità di una integrazione tra i vari loro componenti oltre che con il territorio. E’ stato anche illustrato dalla prof. Giuseppina Seidita, presidente nazionale Fidapa, come la cultura sempre meglio acquisita dalla donna in fatto di salute s’ infranga assai spesso con le esigenze familiari e lavorative. Nella seconda sessione dell’ incontro la dottoressa Anna Faro, direttore dell’ Istituto invalidi civili di Catania, ha illustrato i provvedimenti di legge volti da un lato a snellire le pratiche per il riconoscimento, appunto, dello stato d’ invalidità per i soggetti operati di cancro, ivi comprese quelle per l’ accompagnamento. E’ stata invece l’ avv. Isabella Altana, presidente regionale del Codacons, a passare in rassegna la legge 104/92 che stabilisce i diritti dei cittadini con minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali: dall’ integrazione scolastica ai concorsi, ai permessi lavorativi retribuiti, alla riduzione degli orari di lavoro (anche per i familiari), ai congedi e allo sconto nell’ acquisto dei mezzi di locomozione.
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