15 Aprile 2011

“Conto corrente semplice” accordo Abi-consumatori

"Conto corrente semplice" accordo Abi-consumatori
 

(ROMA – Più chiarezza su costi e condizioni, soprattutto sui fidi. Bando al burocratese ed estratto conto trasparente con il 50% di pagine in meno. Sono i punti dell´accordo siglato da banche e consumatori sul "conto corrente semplice". Molte volte su fronti opposti, questa volta Abi (l´associazione delle banche italiane) e 15 associazioni dei consumatori si sono messe d´accordo su una proposta per semplificare il documento di sintesi periodico e il foglio informativo dei conti bancari, in un protocollo d´intesa firmato ieri. Un primo passo verso una maggiore trasparenza delle banche con i clienti, come più volte chiesto da Bankitalia (che ora deve vagliare il protocollo per il via libera) e che si estenderà anche ai mutui e al credito al consumo. «Il nostro sogno – ha spiegato il presidente dell´Abi, Giuseppe Mussari – è che l´estratto conto venga aperto, letto e compreso e non lasciato in un cassetto come un residuo radioattivo». Più trasparenza, dunque, anche perché «se una banca sbaglia il virus della cattiva reputazione contagia tutti», ha aggiunto Mussari. In particolare l´accordo tende a dimezzare il numero delle pagine del foglio informativo e nello stesso tempo vuole fornire al cliente informazioni prima non incluse, come la comparazione tra i costi del fido e dello sconfinamento, il dettaglio delle commissioni applicate nei due casi con le rispettive tabelle di confronto. Per quanto riguarda il documento di sintesi periodico, Abi e consumatori (tutte le principali associazioni hanno firmato il protocollo) «condividono la necessità di limitarne l´invio solo nel caso di condizioni variate nel corso dell´anno, riducendo così la ridondanza delle comunicazioni». Il protocollo è un primo passo anche secondo il Codacons: «La trasparenza è la precondizione per una maggiore concorrenza – si legge in una nota dell´associazione, tra le 15 firmatarie dell´accordo – solo quando le banche più care potranno essere seriamente penalizzate dai loro clienti, si comincerà ad aggredire il vero problema: il fatto che le banche italiane sono le più care d´Europa, con grave danno per consumatori ed aziende». Ma c´è un altro primato che riguarda gli italiani e le banche: la sfiducia in bancomat e carte di credito e la preferenza per i pagamenti "cash". Gli italiani sono al top nella Ue nell´uso dei contanti, anche per importi alti: secondo i dati raccolti dalla Bce nel 77% dei casi si usano anche per pagamenti oltre i 100 euro (la Francia è al 15%). Italia fanalino di coda, invece, per la frequenza dei prelievi agli sportelli bancomat: 46 persone su 100 lo fanno almeno una volta ogni due settimane, un terzo degli italiani non preleva mai e preferisce andare direttamente in banca. Una tendenza che la Bce imputa alle commissioni spesso richieste dalle banche, che spingono a fare meno prelievi ma con somme più elevate.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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