13 Aprile 2011

“Cardiologia, i problemi emersi solo grazie a una lettera”

LA DIREZIONE del Policlinico, nel documento in cui annunciava i provvedimenti presi per sanare le «criticità» (legate al laboratorio di Emodinamica), scriveva che avrebbe fatto approfondimenti per capire dov’ era e se c’ era una ‘ falla’ nei sistemi di verifica interna. Quale ingranaggio non ha funzionato? Perché prima della lettera recapitata dagli ‘ Amici del cuore’ nessuno si è accorto di nulla? Le stesse domande le ha poste ieri mattina Andrea Leoni, in commissione sanità, all’ assessore Lusenti. Secondo il consigliere del Pdl, infatti, anche i sistemi regionali di controllo, e non solo quelli della struttura di via Del Pozzo, non hanno funzionato a dovere. Tanto che lo stesso reparto di Cardiologia, ora nel mirino, era stato ‘ promosso’ a fine 2010. «Il fatto che l’ assessore abbia istituito una commissione che ha poi certificato le criticità lascia comunque dubbi: se non fosse arrivata la denuncia formale di un soggetto terzo, la Regione presumibilmente non avrebbe avuto né la capacità né gli strumenti per scoprire che qualcosa non andava». Per Leoni la Regione non ha gli «anticorpi». Frecciatine e critiche alle quali Lusenti ha risposto senza scomporsi troppo e negando responsabilità in termini di ‘ omesso controllo’ . «Non si può certo dire – ha spiegato – che ci sia una carenza di controllo da parte della Regione. Il sistema perfetto non esiste, ma noi utilizziamo il più avanzato. La procedura, che è uguale in tutti i reparti di tutti gli ospedali dell’ Emilia Romagna, è quella di accreditamento, la stessa che a volte i medici definiscono rigida e burocratica. Siamo ai primi posti in Italia per i controlli: non li fa nessun altro, come noi. Ovvio – ha poi aggiunto – che in casi particolari e straordinari, quando si apre una commissione d’ inchiesta, per esempio, certe cose vengono guardate col microscopio, e da punti di vista diversi. Comunque sia, le procedure scelte dalla Regione sono molto puntuali e specifiche, quindi – conclude – non si può accusare viale Aldo Moro, a giorni alterni, di fare o troppi o troppo pochi controlli». UNA RISPOSTA che dimostra la «trasparenza e l’ estrema correttezza della Regione» per il Pd, una risposta insoddisfacente, invece, per il Pdl che insiste nel dire che è grave che la questione sia esplosa soltanto grazie alla denuncia di una associazione esterna. «Questo è il punto che va verificato e certamente corretto. Il lavoro duro per Lusenti inizia ora». Intanto, sul lavoro già svolto l’ assessore ieri ha informato i consiglieri ripercorrendo tutte le tappe della vicenda Cardiologia. Si è (ri)parlato della relazione, degli interventi sospesi, delle dimissioni di Sangiorgi e delle cartelle cliniche. Proprio quest’ ultimo punto, sul quale il Codacons ha spesso insistito in questi giorni portando avanti la battaglia per un consenso agli interventi che sia davvero informato, si è espresso il capogruppo in Regione del Movimento 5 stelle, Andrea De Franceschi, dicendosi preccupato. Da un lato per «una generalizzata scarsità e inadeguatezza delle informazioni pre-operatorie». Dall’ altro per «la frequente assenza di documentazione necessaria nelle cartelle cliniche: un fatto molto grave, che impedisce di fatto ai pazienti danneggiati di una solida base sulla quale sporgere denuncia». Poi si è soffermato sugli interventi endovascolari extracardiaci ora sospesi. «Sono aspetti sui quali indagare». Lusenti ha specificato, ieri, che i problemi in Cardiologia sono «di carattere organizzativo, gestionale e clinico» e sono «delimitati e circoscritti. Ora si tratta di bonificare queste criticita». De Franceschi ha detto, infine, che Lusenti ha lasciato intendere nuovi provvedimenti «più in alto». Ma sono solo sensazioni. Questo sotto il profilo amministrativo. Sotto quello penale, la Procura continua a indagare. I Nas, dopo aver acquisito le cartelle cliniche, hanno anche raccolto le dichiarazioni di operatori dell’ ospedale come persone informate sui fatti (per ora nessun indagato). Sempre ieri poi si è riunito il comitato etico, il quale ha sospeso le sperimentazioni avviate da Sangiorgi in attesa che la professoressa Modena individui un nuovo referente. «Si tratta di un atto formale, di routine», ci tengono a specificare spiegando che quelle sperimentazioni erano state approvate. A monte, infatti, non c’ erano problemi, ma di quello che succede «a valle non siamo responsabili – dice il presidente Sandro Spinsanti -. Il comitato etico non ha compiti ispettivi». Questi spettano ora al Nas e alla Procura.
 
 

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