10 Aprile 2011

Le multe per l’ ordinanza antialcol continuano ad arrivare inesorabili

Le multe per l’ ordinanza antialcol continuano ad arrivare inesorabili
 

Il sindaco aveva garantito che, nonostante la sentenza della Consulta, i divieti restavano in vigore. Così è stato. Venerdì sera sono state sanzionate otto persone, sette italiani e un francese, che sorseggiavano i loro drink in strada. Altri tre li ha multati la polizia. Il Codacons, che aveva già definito le ordinanze decadute, ora invita a fare ricorso. Per vincerlo. Così si apre un limbo di incertezza in cui le persone multate preferiscono aspettare di pagare sperando che la situazione si chiarisca. La Corte Costituzionale, infatti, è stata chiara: la legge sul pacchetto sicurezza varata nel 2008 è incostituzionale laddove dà ai sindaci poteri di emanare ordinanze anche fuori dai casi di contingenza e urgenza. Non riguarda solo l’ antialcol, ma anche l’ antilucciole (che punisce prostitute e clienti), l’ antiwriters, l’ antiborsone e l’ antilavavetri. Ordinanze che vengono prorogate di volta in volta. Chi è stato multato l’ altra sera, tra Campo de’ Fiori, Monti e Trastevere, dovrà pagare 50 euro. L’ assessore al Centro storico, Dino Gasperini, affossa le speranze dei multati: "Il sindaco ha spiegato che le ordinanze restano in vigore, quindi chi le trasgredisce sarà sanzionato e dovrà pagare". Il Codacons, però, la pensa nel modo opposto (supportato dall’ interpretazione fornita da alcuni esperti di diritto): "Dal momento che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma che permette certi tipi di ordinanze, chi verrà multato in questi giorni potrà fare ricorso – dice il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – Potrà venire nei nostri uffici per avere l’ aiuto necessario". Qui sta il dilemma. Le ordinanze sono valide o decadute? Per il Campidoglio non è cambiato nulla. In linea teorica è vero. La sentenza della Consulta non è ancora stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (lo sarà nei prossimi giorni), fino ad allora non produrrà i suoi effetti sulla legge del 2008 dichiarata incostituzionale. Per annullare gli effetti delle ordinanze, però, bisognerà che un giudice amministrativo si pronunci nuovamente alla luce della sentenza stessa. Districarsi è un ginepraio. E’ per questo motivo che le associazioni dei consumatori invitano a non pagare e a presentare ricorso. Il sindaco Alemanno continua a difendere i divieti introdotti grazie ai poteri bocciati dalla Corte. Lo ha fatto anche ieri durante la visita a Cracovia: "Fare il sindaco è sempre difficile – ha detto – anche qui in Polonia il divertimento sfrenato e "alcolico" crea problemi". Il riferimento del sindaco è all’ episodio dell’ inglese ubriaco picchiato a Campo de’ Fiori mentre faceva uno spogliarello. L’ ordinanza antialcol è scattata proprio dopo quell’ episodio.
 

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