9 Aprile 2011

Cala il potere d’ acquisto la benzina sempre più su

Cala il potere d’ acquisto la benzina sempre più su
 

Roma. Il potere d’ acquisto delle famiglie scende ancora, anche se la discesa segna un rallentamento a fine 2010. Lo scorso anno, la discesa è stata dello 0,6% contro il 3,1% del 2009. Nell’ ultimo trimestre, tuttavia, il potere d’ acquisto è aumentato dello 0,8% sul trimestre precedente. In termini nominali, il reddito delle famiglie nel 2010 è aumentato dello 0,9% su base annua. L’ Istat precisa che si tratta di reddito lordo disponibile, destinato a consumo e risparmio. Ma le cose non sono andate bene per le "formiche". La propensione delle famiglie al risparmio è stata pari al 12,4%, in calo dell’ 0,8% su base annua, ma un colpo di reni nell’ ultimo trimestre ha segnato un recupero dello 0,5%. Si è risparmiato di meno e quindi è aumentato il reddito disponibile, che le famiglie hanno destinato alla spesa per consumi, cresciuta del 2,5%. Bisogna però tenere conto che i prezzi sono aumentati, quindi la crescita dei consumi non può essere interpretata come un segnale di benessere. Più dei consumi sono aumentati gli investimenti (+3,8%), ma l’ ultimo trimestre ha segnato una flessione. Per le società non finanziarie, il 2010 ha fatto registrare profitti del 41,5%, 0,5 punti percentuali in più sul 2009. In particolare, i risultati di gestione mostrano un miglioramento del 3,2%, con crescita superiore al valore aggiunto nell’ ultimo trimestre. I profitti restano comunque su livelli inferiori agli ultimi anni ‘ 90. In riduzione gli investimenti, con qualche segno di ripresa nell’ ultima parte del 2010. Mentre il governo, con un intervento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, segnala la leggera tendenza positiva al miglioramento, l’ opposizione insiste sul peggioramento della condizione delle famiglie. Per la Cgil, si conferma la gravità dell’ impatto della crisi sulla vita della stragrande maggioranza degli italiani, anche se i redditi nominali sono aumentati. Di qui la necessità di una riforma fiscale che alleggerisca la pressione sui redditi più bassi e un piano straordinario per l’ occupazione. La Cisl sottolinea l’ occasione del Piano nazionale delle riforme per lavorare con le parti sociali. Per sostenere le famiglie sono necessarie misure congiunturali, a compenso del continuo rincaro dei prezzi dei carburanti, oltre alla riforma fiscale, ormai urgente. Secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) il carrello della spesa risente del calo del potere d’ acquisto, come si vede dai consumi alimentari fermi. In calo addirittura i prodotti di prima necessità, come pane e pasta e carne. Una nota della Federconsumatori conferma che negli ultimi tre anni il potere d’ acquisto delle famiglie è sceso del 6,5%, con effetti negativi su tutta l’ economia, a cominciare dalla occupazione. Bisogna agire sulla domanda interna, anche con trasferimento di risorse dai grandi patrimoni ai redditi più bassi. Per il Codacons, i dati Istat sono falsati. "Pensionati e famiglie a rischio di povertà relativa hanno un’ inflazione media maggiore rispetto alla media delle altre famiglie italiane. Il calo del loro potere d’ acquisto è, quindi, doppio". I comunisti del Pdci chiedono il ritorno alla "scala mobile", che fu abolita con referendum popolare. Ancora record, intanto, per la benzina. I prezzi hanno toccato ieri 1,584 euro al litro. Proseguono infatti – riferisce Quotidiano energia – le «code di rialzi sulla rete carburanti dopo i maxi-aumenti degli ultimi giorni frutto del caro-accise e delle tensioni sulle quotazioni dei prodotti petroliferi in mediterraneo». Ieri i sono registrati ritocchi ai prezzi raccomandati da parte di Shell (+1 centesimo su benzina e diesel) e Tamoil (+0,5 centesimi sul solo diesel). La media dei prezzi praticati della benzina va dall’ 1,577 euro/litro degli impianti Esso all’ 1,584, giovedì era a 1,583, dei punti vendita Q8. Per il diesel si passa invece dall’ 1,484 euro/litro delle stazioni di servizio Esso all’ 1,493 rilevato negli impianti Q8. Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,783 euro/litro registrato nei punti vendita Esso allo 0,797 euro/litro degli impianti Tamoil. I prezzi della benzina sono arrivati a un nuovo record perché «nella settimana, agli incrementi dei fattori internazionali di mercato si è aggiunto anche l’ aumento dell’ accisa (che pesa sul prezzo finale per circa 0,9 eurocent al litro)». Così la Figisc Confcommercio che prevede, però, nei prossimi giorni «una tregua armata». «La quotazione del greggio Brent spot è aumentata abbastanza sensibilmente (+3,53 euro a barile, +0,027 euro al litro), mentre il mercato internazionale ha registrato un incremento dei prezzi internazionali dei prodotti «finiti» Platt’ s, per la benzina in misura pari a +0,018 euro al litro ed in misura pari a +0,024 euro al litro per il gasolio. – sottolinea l’ associazione dei gestori – Rispetto a questo andamento, il prezzo Italia è aumentato di +0,023 euro al litro per la benzina, e di +0,025 per il gasolio.

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