8 Aprile 2011

Il costo del denaro riprende a salire

Il costo del denaro riprende a salire
 

 ROMA Il surriscaldamento dell’ economia è troppo alto e la Bce porta i tassi all’ 1,25%. Una mossa attesa dai mercati e largamente anticipata dallo stesso presidente Trichet a marzo, convinto della necessità di far salire i tassi per contrastare le accelerazioni dell’ inflazione innescate dai rincari su diverse materie prime. Si tratta della prima variazione operata dopo quasi due anni in cui i tassi della Bce, che si riflettono a cascata sui costi di tutto il credito bancario a famiglie e imprese erano stati tenuti fermi al minimo storico dell’ 1 per cento. La tempistica dei prossimi aumenti dipenderà probabilmente dall’ inflazione, volata al 2,6% a marzo e che promette di salire ancora se le tensioni in Nord Africa manterranno il petrolio sui livelli attuali. Trichet promette "estrema allerta" per evitare che i rialzi dei prezzi, al momento limitati a certi settori, non diano luogo a una spirale rialzista generalizzata. Per i mercati, sono scontati altri due rialzi da un quarto di punto entro fine anno il primo probabilmente entro luglio. Quali ripercussioni, intanto, sulle famiglie? Per chi ha acquistato l’ auto a rate e per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile per comprare casa è in arrivo una mini stangata. La stima dei consumatori va dai 100 ai 200 euro l’ anno (dipende da tipologia del mutuo e durata). Aumento che ricadrà anche sul popolo delle rate. Ma la decisione della Banca centrale europea penalizzerà anche lo Stato, per il quale sarà più oneroso rinnovare le scadenze del debito pubblico. MUTUI Chi in tempi di tassi al minimo ha optato sul mutuo a tasso variabile sborserà di più. I calcoli della Cgia: le famiglie con un mutuo casa a tasso variabile dovranno pagare mediamente 132,4 euro in più ciascuna. Secondo il Codacons, «l’ aumento del tasso di riferimento ed il conseguente aumento del costo dei mutui metterà in difficoltà con il pagamento delle rate almeno 30.000 famiglie». L’ aumento medio sarà di 204 euro l’ anno (17 euro al mese). Sulla stessa linea l’ Adoc, che prevede 216 euro in più l’ anno. Secondo i calcoli di Federconsumatori e Adusbef, la decisione della Bce comporterà «una maggiorazione delle rate pari a 132 euro l’ anno (11 euro al mese) per un mutuo decennale di 100.000 euro a tasso variabile». RATE Con il rialzo dei tassi diventa più oneroso ricorrere a prestiti per l’ acquisto di auto, elettrodomestici, prodotti di elettronica, viaggi e servizi. LO STATO Il rialzo dei tassi non peserà soltanto sulle tasche dei cittadini. L’ aumento del costo del denaro, infatti, costerà allo Stato, in termini di maggior esborso per il pagamento degli interessi sul debito pubblico. Proprio il 12 aprile andranno in asta Bot per 7,5 miliardi. E.Z.
 
 
 
 
 
 
 

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