8 Aprile 2011

Pordenone, è sfida a sei: in campo anche Salvador

Pordenone, è sfida a sei: in campo anche Salvador
 

da Messaggeroveneto.it

PORDENONE. Si conclude con un pareggio la giornata politica di ieri che segna, salvo sorprese dell’ ultima ora, la definizione del quadro delle candidature per Pordenone: scende ufficialmente in campo il vice presidente del Consiglio regionale, Maurizio Salvador, portacolori dell’ Udc; esce dalla competizione Vitto Claut del Partito per la caduta di Berlusconi. In questo modo sono sei i candidati che saranno chiamati tra una settimana a depositare le liste, in rappresentanza di 14 liste. Si tratta, oltre al già citato Salvador, di Giovanni Del Ben (Idv, Sel e Del Ben per Pordenone), Giuseppe Pedicini (Pdl, Lega, Nuova Pordenone e Pensionati – salvo che la Destra non riesca a presentare il simbolo autonomamente), Claudio Pedrotti (Pd, lista Bolzonello e Vivo Pordenone), Alberto Rossi (Api e Fli) e Giovanni Zanolin (Il Ponte). A porre definitivamente fine alla telenovela che ha animato il centro-destra un comunicato del leader dell’ Udc, Pierferdinando Casini, al quale Salvador ha presentato la sua candidatura. Il presidente del partito ha assicurato un suo impegno diretto nella campagna elettorale, tant’ è che sarà presente in città, e sottolineato "la posizione coerente e limpida dell’ Udc locale che, di fronte a veti incomprensibili, ha dimostrato coerenza e serietà". L’ Udc aveva condiviso l’ accordo pressoché raggiunto con Pdl e Lega che indicava in Pedicini il candidato sindaco. Solo in seguito era emerso il veto nazionale della Lega nei confronti del partito, superato l’ altro giorno. Le pressioni di Fli (escluso dall’ intesa) sull’ Udc nazionale avevano riaperto la partita, tramutando, nel giro di mezza giornata, il sì del Carroccio in un no e riaprendo la strada del Terzo polo, mai gradita dall’ Udc pordenonese, chiusa dopo un vertice a Roma con Casini e Cesa. La discesa in campo di Salvador è il male minore, rispetto all’ alleanza con Fli e Api, per il Pdl che punta a recuperarlo al secondo turno. "Speravamo di poter comporre il quadro che governa la Regione anche per queste elezioni amministrative già al primo turno – commenta il coordinatore provinciale del Pdl, Angioletto Tubaro – in particolare a Pordenone. E’ chiaro che di fronte all’ impossibilità di questa ipotesi, lavoreremo per recuperare l’ Udc in seconda battuta". Per un candidato che entra, uno che esce. Si tratta di Vitto Claut, presidente del Codacons, che deve rinunciare a presentare in città il Partito per la caduta di Berlusconi. "Alle difficoltà a trovare autenticatori per le firme – afferma – si sono unite alcune defezioni. Sapevamo che sarebbe stato difficile, ma abbiano tentato. Il progetto "Berlusconi no grazie" continua". Anche se per le comunali prima di Berlusconi è caduto il partito che lo voleva fuori dalla scena. Le liti tra Pdl, Lega e Udc, insomma, hanno stravolto ogni piano e il baluardo più importante rimasto a difesa del Terzo polo è la Provincia di Gorizia, dove Api, Fli e Udc sostengono Stefano Cosma (Fli). E’ questo al momento il centro più grande inserito nelle amministrative del 15 e 16 maggio dove prenderà forma l’ alleanza ideata a Roma da Rutelli, Fini e Casini. E’ vero, sì, ci sono anche 5 Comuni, sui 40 al voto, dove le forze del nuovo polo hanno stretto il patto: Codroipo, Cordenons, Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Grado. Ma il patto non ha tenuto, come si è visto, a Pordenone E anche per il municipio di Trieste l’ Api non avrà una lista, perché sostenere il candidato del Pdl, Roberto Antonione, come aveva immaginato il Fli, e cioè il coordinatore nazionale Roberto Menia, è impossibile. Menia allora si è immaginato un altro polo ancora per Trieste, quello con Pdl e Udc. "Se ci sono le condizioni Pdl, Fli e Udc a Trieste si presenteranno come centro-destra allargato, unici in Italia", ha detto ieri Menia, mentre a Roma si continua a lavorare per ricomporre un’ alleanza Pdl-Lega-Udc, che è quella al governo in Regione, che ogni giorno sfuma sempre più. Perché entro il 15 aprile vanno depositati candidati, liste e simboli, corredati però da tutta una serie di firme da raccogliere e autenticare.

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