Raffiche di aumenti e scatta l’accisa a favore della “cultura”
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Raffica di aumenti per la benzina e gli altri prodotti petroliferi, giustificata dalla crisi che sta attraversando il Mediterraneo. Ma sugli aumenti di mercato si è abbattuto l’aumento, in decorrenza da ieri, delle accise su benzina e gasolio, per finanziare interventi nel settore della cultura. L’aumento dell’imposta è di 0,73 centesimi (0,9 con l’Iva), sia sulla benzina sia sul gasolio. L’Eni ha ritoccato i prezzi consigliati di 1,7 centesimi su entrambi i prodotti ed è stato seguito da tutte le altre compagnie.
Attualmente, la media dei prezzi alla pompa va da 1,565 euro-litro alla Esso e IP a 1,575 euro della Tamoil. I prezzi più alti sono stati toccati nel Mezzogiorno, con la benzina intorno a 1,620 euro il litro per la verde e 1,510 per il diesel. Per il gasolio, la punta massima è in Sicilia a 1,548 euro.
Nelle cosiddette "pompe bianche", senza marchio, si trovano benzina a 1,494 euro e diesel a 1,418 euro il litro. Le aliquote prima degli aumenti erano di 564 euro per mille litri di benzina e 423 euro per mille litri di gasolio. Si parte, dunque, da un aumento di 7,3 euro che subirà però variazioni nel tempo, fino al 2014, quando le aliquote saranno di 569,5 euro e 428,5 euro per mille litri di benzina e mille di gasolio.
Appare indecente che i tagli alle spese per la cultura approvati con la legge finanziaria siano recuperati con il prelievo dell’accisa sui carburanti. Sindacati e consumatori sono sul piede di guerra. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha avviato la raccolta di 500 mila firme per far pagare meno la benzina ai lavoratori e a tutti i cittadini italiani (per ora, sono previste agevolazioni solo per autotrasportatori con veicoli fino a 7,5 tonnellate e per il trasporto pubblico).
Il Codacons farà ricorso al Tar del Lazio contro un rincaro che peserà sulle famiglie per 310 euro in più l’anno. Per l’Adoc, la nuova tassazione farà salire il prezzo del "pieno" di 40 centesimi e indurrà il 10% degli automobilisti a rinunciare alla vettura.
Si parla tanto di riforme, bisognerebbe rivedere da subito la tassazione sui carburanti. Le accise coprono oneri remoti, come la Guerra d’Abissinia del 1935 e le tante "missioni di pace" nel mondo. Ora andranno anche al Fondo per lo spettacolo.
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