2 Aprile 2011

“Malasanità al Policlinico”, altri quattro casi al Codacons

«Malasanità al Policlinico», altri quattro casi al Codacons
 

DOPO GLI OLTRE quaranta casi raccolti dal Codacons e portati in Procura (già acquisite alcune cartelle cliniche), negli ultimi giorni altre persone hanno bussato alla porta dell’ associazione per denunciare, sull’ onda delle polemiche, quattro vicende di presunta malasanità. Si tratta di tre interventi «andati male» e di un decesso «sospetto» relativi non solo al reparto di Cardiologia, ma anche ad altre sale operatorie del Policlinico. Il Codacons li sta valutando ed è pronto a consegnare anche questo materiale ai pm. Intanto, come aveva annunciato la scorsa settimana, prima ancora che la Regione mettesse nero su bianco il suo responso, Fabio Galli (presidente regionale del Codacons) è pronto ad andare avanti. Nonostante la ‘ batosta’ abbia già ridimensionato le certezze del direttore generale del Policlinico, Stefano Cencetti, ora costretto a correre ai ripari e mettere in ordine le «criticità», Galli vuole che si ‘ scavi’ ancora. E vuole che lo faccia qualcuno superpartes, anche perché non ritiene giusto che sia la stessa direzione «che non si è accorta di nulla…», a valutare eventuali responsabilità. Per questo ha stilato l’ esposto da inviare al ministro della Salute Ferruccio Fazio dove, tra tanti interrogativi, emerge una miriade di dubbi. «Chiedo al ministro, in ruolo di garante, che predisponga l’ istituzione di una commissione ad hoc che, al di là degli aspetti penali di competenza della Procura, accerti cosa è accaduto a quei pazienti nella cui cartella clinica risulta presente un consenso informato inadeguato o carente». Non ci gira intorno Galli. Vuole sapere se c’ è un nesso tra le «criticità» evidenziate dalla commissione d’ inchiesta regionale e i decessi e gli interventi invalidanti «sospetti» denunciati. Poi una domanda lecita: «Se quei pazienti fossero stati informati adeguatamente avrebbero acconsentito ugualmente all’ intervento? E se avessero saputo che le procedure interventistiche endovascolari extracardiache erano fatte senza il consenso dei chirurghi vascolari?». Galli chiede anche se, e in che modo, siano stati lesi i diritti del malato. Poi, nelle ultime righe, un dubbio che pesa come un macigno. Il presidente del Codacons chiede, infatti, di accertare se «l’ organizzazione di parte dell’ ospedale Policlinico sia stata concepita avendo come oggetto di primaria attenzione la salute del cittadino, e quindi la migliore assistenza possibile o se, invece, sia stata il frutto di una strategia che risponde ad esigenze di ‘ bottega’ ». La parola ora a Fazio, chiamato in causa, anche se indirettamente, pure dal consigliere provinciale Pdl, Luca Ghelfi, che ritiene necessario «il coinvolgimento di un soggetto terzo, affinché sia certo anche formalmente per i cittadini che si interviene in condizioni di correttezza e senza conflitti d’ interesse fra controllore e controllato». Il Pd, invece, ritiene sufficiente il parere della Regione e chiede che vengano apportate le modifiche richieste. «Spetta alla direzione dell’ azienda – dice il coordinatore del Forum salute, Claudio Pistoni – mettere in campo ogni azione utile affinché non solo siano rimossi tutti i limiti riscontrati e non si ripetano criticità di questo genere, ma siano assunti gli atti conseguenti alle responsabilità accertate».

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