Il tar del lazio respinge un ricorso pro election day
-
fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi guiderà per la quarta volta la lista del Pdl per il Consiglio comunale di Milano. Un sostegno a Letizia Moratti che rischia di finire al ballottaggio. Un argine all’ avanzata della Lega da cui teme il sorpasso sul Pdl. Una tradizione, visto che il premier si è già candidato altre tre volte per il Consiglio comunale del capoluogo lombardo guidando nel 1997, nel 2001 e nel 2006 la lista di Forza Italia. "Il capo del governo non ha altro da fare che il capolista del suo partito a Milano? Spera forse di coprire così il fallimento della giunta Moratti? Questa decisione è una prova di estrema debolezza del Pdl che teme non solo il sorpasso della Lega ma la sconfitta alle amministrative", commenta Rosy Bindi, presidente dell’ Assemblea del Pd. Così come, secondo i referendari, è stata una prova di debolezza non accorpare la data delle elezioni amministrative alle consultazioni popolari sulla privatizzazione dell’ acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento. Contro la decisione del governo, sono stati presentati una serie di ricorsi al Tribunale amministrativo del Lazio che ieri ha respinto quello del Codacons e del ‘ Comitato promotore dei referendum ambientali e per il diritto ad esprimersi nelle consultazioni referendarie di giugno 2011′ . "Il Tar ha ritenuto che il Codacons non fosse l’ organo preposto ad avanzare la motivazione dello spreco di denaro perchè sui soldi del governo non potremmo dire nulla ma questa motivazione ci sembra debole, per questo faremo ricorso", afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, annunciando un ricorso. Secondo i giudici, insomma, il Codacons non potrebbe farsi portatore della richiesta di unificare le consultazioni. Per questa ragione, non disperano il ‘ Comitato promotore per il sì ai referendum per l’ acqua pubblica’ e l’ Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che puntano sui rispettivi ricorsi (di cui il Tar si occuperà il 7 aprile). Entrambi contestano il mancato accorpamento delle date delle consultazione con un risparmio di almeno 300 milioni di euro e i motivi alla base del ricorso sono differenti da quelli del Codacons e del Comitato a sostegno del sì al referendum.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
