6 Aprile 2011

Numeri e tabelle: così la prof Modena ha tentato di difendere lo specialista

Per la direttrice del reparto il tasso di mortalità è in linea con quello regionale 
 

 Oggi, a conti fatti e a ‘carte scoperte’, rileggere sotto una luce diversa le dichiarazioni rese dalla professoressa Maria Grazia Modena, direttrice del reparto di Cardiologia del Policlinico, è un esercizio fin troppo facile.
Con numeri, dati, citazioni, fonti scientifiche internazionali, la prof Modena ha tentato fino all’ultimo di difendere quella che era stata una sua scelta, come ha affermato il direttore generale Cencetti.
«I dati – ha affermato lunedì scorso la direttrice del reparto – si commentano da soli: la Regione stessa certifica che la percentuale di eventi avversi verificatisi in questo reparto nel 2010 è in linea con il resto dell’Emilia Romagna».
In termini di volumi, nel corso del 2010 questi interventi extracardiaci sono stati 94, a fronte di 571 angioplastiche coronariche e di 786 ricoveri con esecuzione di coronarografia.
Sempre nel 2010, i ricoveri in Cardiologia sono stati poco più di 2mila, con una mortalità del 3%; con zero morti per angiografica coronarica e 4 decessi per procedure extracardiache, «il tutto certificato dalla Regione che lo ha valutato in linea con i dati regionali».
Dati che non rivelano gravi ma che sono stati comunque sufficienti per allontanare l’emodinamista voluto dalla Modena.
Il dottor Sangiorgi sarebbe stato chiamato nel 2009 proprio dalla professoressa, per insediare all’interno del Policlinico un presidio all’avanguardia, di frontiera, nell’ambito degli interventi endovascolari extracardiaci.
«Ci sono due modi di fare medicina – ha spiegato ancora la Modena -, quella difensiva, che io chiamo omissiva, e quella attiva, che adottiamo qui.
La prima modalità non comporta rischi, ma lascia il paziente al suo destino, nella seconda invece il medico si assume le proprie responsabilità e cerca di guarire il malato».
Un tentativo forse di giustificare procedure che la stessa Regione ha giudicato troppo «invasive»? Anche le sperimentazioni sono finite sotto accusa, e anche su questo punto la professoressa Modena ha tentato di sgonfiare il caso.
«Le sperimentazioni sono 28 in tutto – ha detto la Modena – e riguardano per lo più l’applicazione di ‘stent’ (struttura metallica cilindrica che viene introdotta nel vaso sanguigno liberato dall’occlusione).
Le strumentazioni sono offerte dalle grandi aziendi del biomedicale, che finanziano gli studi clinici, altrimenti non sarebbe possibile fare ricerca».
La bufera sul reparto di Cardiologia si è scatenata dopo la lettera spedita dall’associazione Amici del Cuore, che aveva lamentato un «mutamento che si starebbe verificando nell’unità specialistica di emodinamica e interventistica cardiovascolare del reparto».
In sostanza, secondo l’associazione, nel reparto di Cardiologia verrebbero eseguite «discutibili procedure di emodinamica interventistica rivolte, oltre che a problemi cardiaci, anche a casi di pertinenza della chirurgia vascolare», assente però nel contesto del Policlinico e di chiara competenza, invece, dell’ospedale di Baggiovara.
La missiva ha prodotto l’interessamento della commissione d’inchiesta regionale, che ha sollevato diverse criticità, ma sulla questione gravano anche due fascicoli distinti aperti dalla Procura.
Il primo è quello relativo al plico recapitato da alcuni cittadini al Codacons, mentre l’altro prese spunto dalla querela presentata dal professor Giovanni Spinella, presidente degli Amici del Cuore, che nell’ottobre scorso, a causa di problemi cardiaci, fu costretto ad un travagliato ricovero al Policlinico.
Spinella denunciò l’equipe medica, nei confronti della quale la Procura si sta muovendo ipotizzando il reato di lesioni colpose.
(da.fra.)

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