1 Aprile 2011

Terapie “scorrette” a cardiologia La Regione accusa il Policlinico

Esaminate 51 cartelle cliniche dopo la denuncia dell’ associazione «Amici del cuore». L’ assessore Lusenti: «Procedure scorrette. L’ azienda deve spiegare»

 MANCA Alla fine l’ associazione «Amici del cuore» aveva ragione: nei percorsi assistenziali della Cardiologia del Policlinico di Modena ci sono «delle criticità» che riguardano gli interventi. La commissione regionale incaricata delle verifiche, dopo aver analizzato 51 cartelle cliniche, ieri ha fatto sapere che «sono state evidenziate criticità che riguardano procedure interventistiche endovascolari extracardiache» che sarebbero state eseguite «senza il coinvolgimento di chirurghi vascolari e di radiologi interventisti» e senza una consultazione medica "multidisciplinare". ze riguardanti «la documentazione clinica e il consenso informato» che sono risultati inadeguati. Per questo motivo, ora, «la direzione generale deve adottare con urgenza provvedimenti organizzativi» per conformarsi «alle direttive regionali riguardanti la documentazione clinica e la rilevazione delle attività e degli esiti assistenziali». A ordinarlo è la Regione per voce dell’ assessore alla Sanità Carlo Lusenti che, ieri, ha presentato in Provincia i risultati della commissione d’ indagine che si è costituita dopo la segnalazione degli «Amici del Cuore», a febbraio. L’ associazione aveva chiesto, infatti, di verificare l’ operato del Policlinico, in quanto sospettava l’ applicazione arbitraria di procedure di emodinamica interventistica in cure e interventi non solo cardiologici, ma anche di evidente pertinenza della chirurgia vascolare. Ha sottoposto, perciò, alla Regione un dossier che raccoglie 40 situazioni di pazienti operati a Cardiologia che hanno avuto complicanze dopo gli interventi: 5 sono deceduti. La settimana scorsa, poi, anche il Codacons modenese ha presentato un esposto alla Procura, contenente un LO SPILLO Ci sarebbero – secondo la Regione – anche carenze riguardanti «la documentazione clinica e il consenso informato» che sono risultati inadeguati. elenco di casi sospetti, tra cui numerosi decessi. La commissione regionale ha riscontrato anche «indicazioni alle procedure extracardiache non aderenti a quanto raccomandato in letteratura; un approccio terapeutico eccessivamente intensivo e l’ esecuzione di procedure cardiache "interventistiche non coronariche" senza una documentata valutazione cardiochirurgica preliminare». Lusenti vuole sapere, ora, dalla direzione del Policlinico, se «i fatti rispetto ai quali la relazione individua elementi di criticità determinino eventuali responsabilità a carico delle strutture aziendali interessate dalla verifica». La stessa cosa sta cercando di scoprire la Procura di Modena che, sulla vicenda, ha aperto un fascicolo. «Ci sono degli elementi di problematicità che devono essere risolti -ha riconosciuto ieri, a proposito della questione, il presidente della Provincia Emilio Sabattini che ha aggiunto: «Oggi il direttore generale dovrà fare le sue verifiche. Poi incontreremo il sindaco e la preside di Facoltà». Difende a spada tratta il Policlinico, invece, il rettore dell’ Università di Modena e Reggio Emilia, Aldo Tomasi: «Ribadisco la fiducia nei nostri professionisti – ha detto -. Sono sempre state seguite le procedure necessarie e compiuti tutti gli studi».
 

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