Bufera su Cardiologia La Regione stanga il reparto
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fonte:
- Il Resto del Carlino
NEL GRAN polverone che da un paio di settimane si è sollevato sul reparto di cardiologia del Policlinico, la task force incaricata dalla Regione di fare luce sulla vicenda, qualche punto ‘ oscuro’ l’ ha trovato. Sia la nota diffusa al termine dei lavori del gruppo di verifica che le osservazioni dell’ assessore regionale alla salute Carlo Lusenti parlano infatti di diverse «criticità». In particolare, nella relazione conclusiva della commissione di inchiesta regionale sulle ‘ anomalie’ denunciate dall’ associazione ‘ Amici del cuore’ , si parla di «documentazione clinica e consenso informato inadeguati; di esecuzione di procedure interventistiche endovascolari ed extracardiache senza il coinvolgimento di chirurghi vascolari e di radiologi e senza alcun approccio multidisciplinare, anche solo consultivo; di approccio terapeutico eccessivamente intensivo e di procedure cardiache non coronariche senza una documentata valutazione cardiochirurgia preliminare». RISULTATI , quelli resi noti ieri mattina a seguito di una riunione della commissione nel palazzo della Provincia, che sembrano in sostanza dare ragione a chi (gli ‘ Amici del cuore’ e il Codacons, che ha presentato alla Procura un esposto sul quale è stata aperta un’ indagine) aveva ‘ fiutato’ che nell’ unità di emodinamica del nosocomio cittadino qualcosa non andava. L’ accusa era di «svolgere interventi di chirurgia vascolare, specialità assente al Policlinico». Interventi che in alcuni casi, secondo i denuncianti, avrebbero causato decessi o invalidità permanenti. «La commissione – ha spiegato Lusenti – ha analizzato un campione di 51 cartelle cliniche e la documentazione video relativa alle procedure diagnostico-terapeutiche eseguite. Buona parte dei problemi riscontrati sono ascrivibili alla mancanza di un contesto clinico e organizzativo di collaborazione multidisciplinare». L’ assessore bacchetta quindi il Policlinico, al quale viene imputata una scarsa collaborazione con le altre unità operative e le altre strutture ospedaliere. «Chiederemo alla dirigenza generale del Policlinico di adottare con urgenza opportuni provvedimenti al fine di applicare le direttive regionali in materia di documentazione clinica. Chiediamo inoltre di adottare protocolli diagnostico terapeutici condivisi con la chirurgia vascolare dell’ Ausl per quanto riguarda le attività extracardiache e con la cardiochirurgia dell’ Hesperia hospital per quanto concerne le attività cardiache coronariche ed extracoronariche in cui sia opportuno valutare l’ intervento chirurgico al posto della procedura emodinamica». In sostanza nei casi in questione la richiesta di un consulto con altre professionalità «non deve essere opzionale, ma sistematica». L’ ULTIMO passo della relazione della commissione riguarda le eventuali responsabilità di quanto rilevato. «Il direttore generale del Policlinico – puntualizza Lusenti – dovrà poi valutare se i fatti sui quali sono stati riscontrati elementi di criticità determinino eventuali responsabilità a carico dell’ azienda ospedaliera». Chiarito questo Lusenti stempera poi i toni della polemica, rassicurando che «al Policlinico non succedono ‘ cose strane’ . Non è l’ unica unità di emodinamica che fa interventi di questo tipo e la cosa non è da rigettare. Servono solo protocolli ben precisi per la collaborazione tra i vari specialisti».
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