TAXI: ECCO COME CAMBIERANNO LE TARIFFE IN BASE ALL’ACCORDO TASSISTI-CONSUMATORI
Sono stati illustrati oggi i punti salienti dell’accordo raggiunto da consumatori e tassisti sull’aumento delle tariffe taxi, che verrà sottoposto all’attenzione del Comune di Roma. La novità che balza subito all’occhio è il contenimento dei rincari, la cui differenza rispetto agli aumenti inizialmente previsti dal Comune di Roma e poi bocciati dal Tar del Lazio, è più che evidente se si prendono ad esempio alcune tratte urbane:
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PERCORSO
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KM
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TARIFFA
SOSPESA
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NUOVA PROPOSTA
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VARIAZ
%
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PIAZZA VENEZIA-PIAZZA RISORGIMENTO
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3
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7.30
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6.00
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-21.6%
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VIA VENETO- HTL FLEMING
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4,5
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9.40
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7.50
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-25%
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P.ZZA VENEZIA-P.ZZA RE DI ROMA
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4,6
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9.50
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7.60
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-25%
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P.ZZA DEL POPOLO-POLICL. UMBERTO I°
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5,1
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10.20
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8.10
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-25%
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P.ZZA SEMPIONE-ST.NE OSTIENSE
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8,2
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13.20
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11.20
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-17%
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Il risparmio per gli utenti è dato anche dall’eliminazione di tutti i balzelli ed extra-costi (supplemento bagagli, Termini, e dal 4° passeggero in poi), dall’istituzione dei taxi collettivi per un minimo di due persone accomunate da un identico punto di partenza e di arrivo sulla medesima zona, e dall’introduzione della corsa a prezzo fisso, che finalmente permette al cliente di scegliere se pagare a tassametro oppure sulla base di una tariffa fissa predeterminata a inizio corsa.
Intanto i famosi Saggi della Commissione di congruità, ossia coloro che hanno dato il via libera agli abnormi aumenti tariffari annullati dal Tar, hanno “preso d’aceto” e hanno chiesto 150mila euro di risarcimento al Codacons, colpevole a loro avviso di aver dimostrato, con la denuncia del parere bocciato dal Tar, dai tassisti e dallo stesso Comune di Roma, assoluta incompetenza nella determinazione delle tariffe.
Ciò che è certo – sostiene l’associazione – è che, dal momento che il parere sui rincari espresso dai Saggi ha ricevuto la bocciatura da più parti, a costoro non deve essere versato alcun compenso per l’opera svolta. Diversamente, il Codacons chiederà alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di intervenire per verificare eventuali sprechi di denaro pubblico a danno della collettività.
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